lunedì 8 febbraio 2016

16 febbraio 2016 Presentazione del volume "Sfascismo costituzionale"

Circolo della Stampa di Trieste, Corso Italia 13

martedì 16 febbraio 2016, 
con inizio alle ore 17:30

Presentazione del libro di Giulio Ercolessi  

"Sfascismo costituzionale.
Come uscire vivi da un azzardo politico temerario. Una proposta liberale", 
Aracne Editrice, Roma.



Parteciperanno, assieme all’autore, il prof. Mauro Barberis e l’avv. Andrea Bitetto e, con un messaggio video registrato, il prefatore Sir Graham Watson.

Introduce il Presidente del Circolo della stampa, Pierluigi Sabatti.


Un pamphlet di critica argomentata che parte dalle proposte renziane di riforma costituzionale e si pone tra gli obiettivi quello di suggerire soluzioni alternative rispettose delle garanzie delle libertà costituzionali. Un libro in cui si cerca di capire come mai il governo Renzi abbia scelto di concentrarsi sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale quando l'Italia boccheggia in un clima di aridità culturale, economica, lavorativa.

Dalla quarta di copertina: «Nell’Italia di Renzi e di Berlusconi chi difende il costituzionalismo liberale viene paradossalmente considerato un nostalgico delle culture politiche dei partiti di massa della cosiddetta “Prima Repubblica”. Questo libro è dedicato a chi non capisce perché la riforma costituzionale ed elettorale del governo Renzi costituisce un grave pericolo per il futuro della democrazia liberale e delle libertà costituzionali degli italiani e cerca di delineare una proposta liberale alternativa, praticabile e realistica. Se questa proposta non sarà presa in considerazione, questo libro potrà contribuire a fornire argomenti alla campagna per il NO nel referendum costituzionale».

Giulio Ercolessi (Trieste, 1953) è membro dei board del European Liberal Forum, che raccoglie i centri studi facenti capo al partito liberale europeo ALDE, e del European Humanist Federation, che riunisce le organizzazioni laiche europee. In gioventù è stato un dirigente nazionale del Partito radicale e suo segretario nazionale nel 1973-74, nonché consigliere comunale a Trieste ai tempi delle controversie sul Trattato di Osimo. Ha abbandonato la politica attiva nel 1982. Ha collaborato a lungo alla rivista Critica liberale, al mensile Confronti, al quotidiano di Genova Il Secolo XIX, a MicroMega e all’edizione italiana di Lettera Internazionale. Nel 2009 ha pubblicato il volume “L’Europa verso il suicidio? Senza unione federale il destino degli europei è segnato” (Edizioni Dedalo).

Mauro Barberis (Genova, 1956), dopo aver insegnato a Genova e Bologna, è ordinario di Filosofia del diritto presso l’università di Trieste. Fra i suoi lavori, Benjamin Constant (Il Mulino, 1988), L’evoluzione nel diritto (Giappichelli, 1998), Libertà (Il Mulino, 1999), Etica per giuristi (Laterza, 2006), L’Europa del diritto (2008), Giuristi e filosofi (Il Mulino, 2011), Dei diritti e delle garanzie (Il Mulino, 2013, con Luigi Ferrajoli). Dopo aver collaborato con L’Unità, è editorialista del Secolo XIX, membro del Comitato di direzione della rivista Il Mulino e del Comitato di Presidenza della Fondazione Critica liberale. Tiene blog sui siti del Fatto quotidiano e di Micromega.

Andrea Bitetto (Roma, 1975), avvocato e dottore di ricerca in sistemi giuridici comparati ed europei, membro del direttivo di Società Libera, socio ordinario del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino. Cura per Linkiesta il blog "La pelle di zigrino". Ha curato per gli anni 2013, 2014, 2015 il Rapporto sulla Giustizia in Italia, pubblicato annualmente da Società Libera nel Rapporto sulle liberalizzazioni in Italia.

Il prefatore del libro, Sir Graham Watson, è stato fino allo scorso novembre, per i due mandati previsti come termine massimo dallo statuto, il Presidente dell’ALDE, il partito europeo che riunisce i partiti liberali europei.

martedì 2 febbraio 2016

Flores - Il genocidio degli Armeni, 5 febbraio


Venerdì 5 febbraio - ore 18:00

PRESSO LA LIBRERIA LOVAT
Viale XX 20 Settembre, c/o stabile OVS, 3° piano - TRIESTE

MARCELLO FLORES presenta il suo volume IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI (Il Mulino, 2015)

(Click sull'immagine per ingrandirla)


L’autore prende le mosse dal declinare dell'Impero ottomano e mostra come, già sul finire dell'Ottocento, i governanti turchi mettano in opera un piano per insediare in Anatolia i loro concittadini espulsi dai territori perduti dell'Impero. Durante la prima guerra mondiale il governo ultranazionalista dei Giovani turchi compie la scelta di turchizzare totalmente l'Anatolia e decide di deportare e di sterminare la minoranza armena che viveva lì da secoli.

L'iniziativa è organizzata dalla Associazione "Tina Modotti", dal Circolo de Il Manifesto "Raffaele Dovenna" di Trieste e dal Comitato Srebrenica.

Modera l'incontro Gianluca Paciucci.


MARCELLO FLORES è docente di Storia dei diritti umani e Storia della cultura presso l'Università di Siena. Già docente presso l'Ateneo triestino, ha pubblicato “Il secolo-mondo" (2005), "Storia dei diritti umani" (2007) e "Traditori. Una storia politica e culturale" (2015);  ha inoltre curato il volume "Stupri di guerra. La violenza di massa contro le donne nel Novecento" (2010).


sabato 30 gennaio 2016

Report dell' ASSEMBLEA regionale indetta da SEL di VENERDI 29 gennaio a Udine


L' assemblea regionale indetta da SEL ed a cui hanno partecipato Claudio Riccio (ACT) , Alfredo D' Attorre (SI) e Serena Pellegrino(SEL) ha richiamato in Sala Aiace oltre un centinaio di persone ed è stata arricchita , oltre che da un non formale dibattito, che ha coinvolto molti partecipanti , dall'intervento del sindaco di Udine Furio Honsell che senza mezzi termini , intervenendo all' apertura dei lavori , ha invitato la platea a diffidare ed a contrastare l' attuale “ totalitarismo degli interessi privati che oggi mette in ginocchio il welfare, la democrazia, i diritti dei cittadini” .



L' assemblea è stata presentata da Marco Duriavig , coordinatore regionale di Sel ed ha fatto perno sulla declinazione di tre concetti: L' agire politico tramite la riappropriazione di una autonomia (di pensiero) dal PD ; l' alternativa al modello neoliberista a cominciare da quello economico ; la radicalità come ritorno alla concretezza della pratica politica ed alla comprensione dei fenomeni sociali , nella consapevolezza che prima vengono le persone e che l' iniziativa politica non possa prescindere dal misurarsi sul tema dell' Europa, - e con le contraddizioni in cui essa si agita , indebolita dallo strapotere della finanza e dal riapparire di nuovi confini - ed indicare per essa una strada diversa..
La necessità di reagire con efficacia non puo' oggi non essere sorretta se non riconnettendo le diverse esperienze dell' agire collettivo, rivolgendo uno sguardo critico al nostro recente passato, quindi unire le esperienze migliori della sinistra italiana . “

Per svolgere il proprio intervento Claudio Riccio ha utilizzato una metafora teatrale : “Se la politica è diventato un teatro dove prevalgono i brutti spettacoli , noi non possiamo rassegnarci ad essere spettatori di questa brutta politica , bisogna rompere questo quadro e irrompere sulla scena”.
Che vi sia questa necessità è evidente , tanto piu' se oggi il disorientamento causato dalla cattiva politica non permette all' opinione pubblica nemmeno piu' di distinguere i rapporti tra causa ed effetto e la stessa valutazione sul decorso del governo ( le recenti nomine a rafforzamento del sottogoverno nell' esecutivo NdR) sono ben oltre il politicismo storicamente acquisito del manuale Cencelli , non è la “politica politicista” , ma qualcosa di molto peggio; è l' avveramento di una prassi falsamente innovativa che comporta la distruzione di diritti, lavoro, ambiente, cultura , che smantella la democrazia e fa leva sulla diseguaglianza sociale che le politiche neoliberiste attuate da Renzi hanno disseminato nel paese e contro cui oggi serve una vasta mobilitazione.
Il compito è impegnativo e Riccio rivolge una domanda niente affatto retorica ai presenti , su come oggi possa ricostruirsi un partito, riprendendo in parte l' auspicio e le indicazioni che Duriavig aveva citato nell' introduzione ai lavori: il compito che ci si assume è certo impegnativo ; e la sola certezza che si ha è quella che il 19, 20, 21 febbraio a Roma , ci sarà un' assemblea nazionale che stabilirà un percorso costituente .

Da qui riparte iniziando il suo intervento, il deputato ex PD Alfredo d' Attorre , innanzitutto con la precisazione che “ non si tratterà di assemblaggio di ceti politici , ma un vero percorso aperto di costruzione di una forza politica che a Roma muoverà il primo passo”.
Poi nel ribadire , come a fugare dubbi e domande sospese a mezz' aria che vi sarà in questo processo la piena sovranità del singolo iscritto , allorquando il Comitato promotore che sarà individuato dall' assemblea di Roma , ritornerà sui territori per verificare , in piena sintonia con le persone , la praticabilità dell' insediamento sociale della nuova forza politica , che D' Attorre immagina come una sinistra larga , che non cede alla deriva settaria, ma che si pone come alternativa al PD che sta diventando il partito della nazione e che soprattutto inizia sin da oggi a misurarsi nella battaglia per difendere la Costituzione.
L' on. Serena Pellegrino ,Vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera , ha quindi riferito , della degenerazione progressiva in cui il renzismo ha fatto precipitare il Parlamento , sottraendo all' organo legislativo per antonomasia la sua principale facoltà ed ascrivendone la funzione di fatto al governo ( o a una sua ristretta cerchia) che procede ed impone la logica dei decreti e della loro mera ratifica senza discussione e confronto di merito.
Tutto cio' non solo mortifica il ruolo sociale ed istituzionale che il parlamentare è chiamato a svolgere come rappresentante del popolo e della nazione, ma nel dispregio delle prassi democratiche tale mutazione è anche concausa della disaffezione del cittadino al voto, dell' astensionismo e della dilagante sfiducia verso le istituzioni .
Eppure è da questo punto di caduta che la sinistra deve ripartire se si vuole dar modo ai cittadini di riprendersi la rappresentanza.”
Spetta alla sinistra rimotivare le persone , riportarle al voto.
Nel suo intervento l' on. Pellegrino ha ricordato tra le tante iniziative prodotte quella dell' istituzione di una Commissione Parlamentare d' inchiesta,- di fatto mai decollata- per fare luce sulla vicenda , e restituire dignità , alla vita ed alla memoria del nostro conterraneo Pierpaolo Pasolini, ed ha citato non casualmente la sua ultima opera ,”Petrolio”, ( pubblicata postuma nel 1992 , perchè interdetta e censurata sino allora dai poteri forti ) , con riferimento alle molte analogie tra le vicende di ieri e quelle di oggi, a dimostrazione di come un sistema di potere, oscuro e violento , riesca a perpetuarsi e ad imporre il suo dominio, spesso in modo palese col consenso popolare-la DC degli anni'60-'70 del secolo scorso - , ma altrettanto ed ancor piu' spesso in modo piu' diretto e subdolo – riferendosi alle conclusioni del COP 21 di Parigi sul clima , ed al ruolo della multinazionali petrolifere- avvalendosi delle opportunità legislative che governi , benevolmente condiscendenti, rilascia ad esso ed alle entità di interessi forti di cui esso è espressione ; in questo caso il governo Renzi s'è speso tantissimo, in piu' circostanze e in diverse situazioni, e soprattutto attraverso lo SbloccaItalia ha cercato di indirizzare una svolta profonda per favorire asfalti e cemento , ma ora “ con la possibilità data dal referendum contro le trivellazioni, un referendum che Renzi ed i suoi temono , tanto piu' se venisse accorpato alla scadenza elettorale di giugno, sarebbe possibile infliggere una significativa battuta d' arresto a queste politiche.”

Nel dibattito che è seguito ha preso la parola un iscritto del PD , docente universitario alla Facoltà di Legge dell' Università di Udine , che non solo si è espresso contro l' abnormità della manomissione della Costituzione operata da Renzi , ed ha detto che voterà No al referendum , ma ha spiegato , nel massimo di attenzione da parte dell' assemblea , le modalità perverse con cui il governo ha modificato la prassi legislativa , e l' obbrobrio rappresentato dall' ipotesi di un Senato di cui ancora non è chiaro né il ruolo, né la funzione , nè la stessa composizione e le modalità e caratteristiche ed attribuzioni che gli sarebbero riconosciute ,il tutto in un quadro alterato dal carattere incostituzionale del Parlamento stesso (in quanto i parlamentari risultano eletti con una legge di cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità) e dall' incombenza di una legge elettorale ancor piu' pessima: “ una porcheria insomma “, ha concluso,tra gli applausi dei presenti.

Gli altri interventi hanno ripreso questo argomento ed unanime è stata la proposta di intervenire, costruendo dovunque i COMITATI PER IL NO, per difendere la Costituzione , quella della Resistenza e dell' Antifascismo, la copia originale del 1947, non quella deformata dagli interventi sull' art.81 del pareggio di bilancio, sugli attacchi al diritto del lavoro, sulla articolazione democratica dello Stato che si riparte in Regione , province e comuni.
E' stata convinzione unanime che la democrazia non puo' essere considerata come un costo economico , cui vanno ridotte le spese e mortificata la qualità , tanto piu' quando nel paese il vero spreco è dato dalle privatizzazioni che hanno allargato a dismisura la forbice tra retribuzione del lavoro dipendente e lo superstipendio del ceto manageriale , cio' ha fatto crescere la disuguaglianza sociale, ed i tanti fenomeni ad essa correlati, evasione fiscale, corruzione , microcriminalità , nuove povertà.
Contro questa deriva di civiltà non si puo' fare argine se non attraverso una grande iniziativa politica diffusa , in grado di riaggregare quanto/i la crisi ha diviso; nell' intervento di Alessandro Metz , che ha manifestato ottimismo sulla possibilità che l' assemblea di Roma possa essere un segnale di rinnovato protagonismo sociale sui temi del reddito,dell'accoglienza, dell' inclusione “che costruisca legami sociali e solidarietà” , è stato apprezzato l' invito a non indugiare , ad andare a Roma , perchè “ognuno puo' essere protagonista”.
Lucio Tollis , insegnante , di Tarcento, ha ribadito anch' egli nel suo intervento , oltre alla preoccupazione per quanto accade oggi in Europa,- il respingimento , l' espulsione e l' accanimento xenofobo contro i migranti, il riemergere di forme di razzismo , di prevaricazione ed esclusione verso quanti fuggono dalla guerra , dalla miseria e dalla fame , -la necessità di agire , ma di farlo con massimo spirito unitario , perchè nella divisione la sinistra è destinata a perdere .
Certo il nemico qui in Italia “..e' la destra, la Lega Nord, la xenofobia, il razzismo in tutte le sue forme ” ha detto nel suo intervento la segretaria provinciale di Sel di Trieste , Sabrina Morena che ha però anche auspicato la determinazione a dare dei contenuti , di indirizzo e di valori – l' antifascismo, l' uguaglianza, i diritti , al solidarietà , l' accoglienza -alla sinistra piu' larga che si vuole costruire.
L' ultimo intervento è stato di Fabio,studente diciottenne di Udine che non ha esitato di narrare , e di descrivere , con dovizia di particolari le tante difficoltà che oggi la sua generazione ritrova nel misurarsi con una politica , spesso indistinguibile e scissa tra il piano della virtualità della rete e quello piu' materiale dell' immediatezza e della quotidianità della vita sociale , all' interno di una istituzione , quella della Scuola pubblica , che dalla Gelmini a Renzi è andata sempre piu' peggiorando , eppure “ nonostante queste difficoltà cerchiamo di non avvilirci e tenere duro” .

All'assemblea hanno partecipato , come s'è detto , oltre un centinaio di persone,ed in sala Ajace tra i tanti presenti,vi erano rappresentanze individuali e collettive : Sel di Udine e di Trieste ma anche Possibile , Casa delle Culture , APCS e poi Altraeuropa e Rifondazione di Udine , il segretario del PRC di Gorizia, qualche consigliere comunale del PD di Udine e di Sel di Trieste , molte però anche , e significative , le assenze ( da Pordenone a Monfalcone sino alla Carnia) .

Va detto cioè , per integrare la cronaca dell' assemblea , pensata come un momento di incontro “ per costruire allargando l' esperienza di Sel, un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, autonomo e di governo” che forse questo postulato, doveroso per chiarezza , ma limitativo per definizione ed inserito nella lettera di invito , puo' esser stato avvertito da alcuni, come ostativo e pregiudizievole a quel “ cammino per condividere un processo e costruire un progetto politico all' altezza della sfida.”
L' iniziativa comunque è stata propositiva , partecipata , ha costituto un momento di vero confronto tra diverse posizioni, ha evidenziato sia aspettative che perplessità, ha espresso suggerimenti ed auspici , ma - forse anche a causa di quel limite e delle sopracitate assenze - essa non è stata in grado di sciogliere alcuni interrogativi , né poteva , con beneficio d' inventario per quanto in quella sede è stato espresso dai relatori, forse, nemmeno dare risposte esaustive ed esaurienti , che pure alcune domande , negli interventi avevano sollevato ( e per cui rimando all' altro documento allegato NdR), e che qui trascrivo:
  1. l' unicità del percorso costituente per la costruzione di un unico soggetto politico della sinistra,
  2. il carattere inclusivo e le modalità “ non proprietarie “ del percorso stesso , nella condivisione delle qualità e caratteristiche del “ soggetto politico nuovo” come unitariamente espresse nel documento “NOI CI SIAMO”
  3. nessuna pregiudiziale all' iscrizione individuale- se ci sarà- di tutte le persone anche se fanno parte di altre organizzazioni ma che intendono concorrere con spirito unitario alla realizzazione del soggetto politico nuovo , tanto piu' se si parla , come nell' appello che abbiamo letto, della “sinistra di tutti e di tutte” per cui non si lascia indietro nessuno/a;
  4. alterità al PD sul piano politico, culturale, elettorale e coerenza di comportamenti sui territori alla prossima scadenza amministrativa .

Con queste finalità, che traducono altrettante difficoltà con cui pure dobbiamo misurarci, e che non sono destinate a sciogliersi facilmente , l' assemblea s'è ( formalmente) conclusa ma il dibattito ed il confronto sono continuati, altrove ,al buffet, sulla strada del rientro , come è giusto che sia.
Quindi teniamo assieme le due esortazioni:

NOI CI SIAMO. LANCIAMO LA SFIDA. PER UNA SINISTRA DI TUTTE E DI TUTTI”

Marino Calcinari



giovedì 14 gennaio 2016

21 gennaio 2016 - TTIP su OGM: aggressione alla salute

Il Comitato Stop TTIP di Trieste prosegue la

Campagna Stop TTIP


TTIP: trattato transnazionale di libero scambio tra USA e Unione Europea che elimina i diritti dei molti per garantire i profitti ed i privilegi dei pochi.




INCONTRO PUBBLICO sul tema:

OGM: tutela alimentare e aggressione alla salute non possono convivere!


NICOLETTA DENTICO 
giornalista, già direttrice di Medici Senza Frontiere 
consigliera di Banca Popolare Etica

GIANNI TAMINO 
professore di Biologia all' Università di Padova 
già Europarlamentare Lista Verde

ADRIANO CATTANEO 
medico epidemiologo, 
presidente dell' OIGS (Osservatorio Italiano sulla Salute Globale) 
del Comitato STOP TTIP di Trieste

presenta l'iniziativa PIERLUIGI SABATTI 
giornalista, scrittore


GIOVEDI 21 GENNAIO ore 17.30

CIRCOLO DELLA STAMPA di TRIESTE

Corso Italia 13




L' iniziativa è stata promossa dal Comitato Stop TTIP di Trieste
cui aderiscono: 
Circolo Verdazzurro di LEGAMBIENTE; Federconsumatori; KONRAD; Associazione Bioest; Associazione Politica per la Costituente della Sinistra (APCS); Unione degli Studenti (UDS); l'Altra Europa per Tsipras - Trieste.








mercoledì 13 gennaio 2016

Da ANPI: Contro le guerre e il terrorismo - Sabato 16 gennaio


Contro le guerre e il terrorismo
Sabato 16 gennaio dalle ore 16 alle 18
manifestazione in Piazza della Borsa 

Proti vojnam in terorizmu
V soboto, 16. januarja med 16. in 18. uro
manifestacija na Borznem trgu

Domenica 17 gennaio commemorazione a Štorje (Slo) in memoria del giovane partigiano Marjan Štoka di Prosecco torturato e impiccato il 9 gennaio 1944

V nedeljo, 17. januarja bo v Štorjah proslava v spomin na mladega partizana Marjana Štoko, ki je bil 9. januarja 1944 zajet, mučen in obešen sredi vasi

ANPI-VZPI


La manifestazioni si svolgono contemporaneamente al seminario di Milano


domenica 13 dicembre 2015

Incontro pubblico "difendiamo la Costituzione" - resoconto


In sintesi una breve cronaca dell' Assemblea di giovedi 10 dicembre- data di ricorrenza della Dichiarazione universale dei Diritti Umani- che ha fatto il punto sulle contromisure da prendere per contenere e spezzare l' attacco alla Costituzione Repubblicana, portata avanti con inusitato decisionismo dal premier Renzi, una persona che, nelle parole usate dal professor Barberis nel suo intervento, "in un paese normale avrebbe potuto al massimo fare il rappresentante per le PR in un biscottificio..."

Click sulle immagini per ingrandirle
Una gallery più completa è visibile QUI



Nella sala del CRAL dei Lavoratori Portuali, che nel loro piccolo si sono difesi bene a suo tempo dal venire privati di questa struttura, quando essa come tante altre divenne oggetto di mercato ed occasione di svendita per soddisfare cupidigie altrui,




si sono cosi' confrontati su questo tema Francesco Campanella senatore ex M5S ora del gruppo parlamentare "Altraeuropa con Tsipras", il prof. Mauro Barberis docente di diritto all' Università di Trieste e -soprattutto- Lidia Menapace. la cui vita, sin dalla gioventù ha coinciso ed ha camminato, con la lotta per la rinascita democratica dell' Italia e dell' Europa, oppresse dal nazifascismo e martoriate dalla guerra.

Una lotta, la sua, ed un impegno politico e civile, esemplare e di specchiata coerenza, il cui percorso prosegue - oggi nelle file dell' ANPI- con rinnovato vigore e tenacia.



Nel suo intervento, oltre ad auspicare la costituzione, la piu' larga ed inclusiva possibile del Comitato Locale, Lidia ha brevemente ricordato le discriminanti sui cui la Costituzione del 1947 era stata pensata, e successivamente stabilita: il superamento della monarchia, l'effettiva uguaglianza delle persone (non solo giuridica, ma il voto alle donne fu il primo passo in quella direzione) , il fondamento ideale dato dal lavoro come strumento di emancipazione sociale, ed infine la sovranità popolare.

Per difendere oggi la Costituzione che Renzi vuole distruggere, proprio a partire da questi capisaldi, occorre quindi non solo la consapevolezza del pericolo, per le conseguenze che ne deriverebbero e che le persone patirebbero- purtroppo alcuni danni sono già stati fatti (jobact, cd "Buona Scuola", Sblocca Italia, Italicum/legge elettorale,soppressione province, abolizione senato, etc), ma saper reagire adeguatamente, da qui la necessità di costruire i Comitati per la Difesa della Costituzione, città per città, come vere espressioni popolari, costituiti da persone in carne ed ossa, cittadini/e, comitati associazioni, organizzazioni sindacali, partiti, insomma associazioni e realtà sociali, rappresentativi - e non testimoniali o autoreferenziali-della complessità che la società civile oggi declina nelle piu' svariate articolazioni.

"C'è un connubio inscindibile tra Repubblica e Costituzione - ha continuato Lidia - che si invera anche in momenti celebrativi che però vanno sottratti alla retorica e recuperati per le finalità con cui originariamente vennero istituiti, il 2 giugno ad esempio, non puo' essere la giornata delle Forze armate, ma tornare ad essere una giornata di festa popolare,di esaltazione dei valori di pace e libertà per cui la democrazia venne riconquistata. Come si fa a Parigi il 14 luglio. Pensiamo ad una giornata in cui nelle città si occupano gli spazi verdi, i giardini, si fanno i pranzi, si invitano al desco i migranti, ci siano accoglienza e spirito di fraternità,sottraendosi a logiche celebrative, retoriche o peggio, che snaturano e impediscono di pensare all' idea di liberazione e progresso civile per cui allora quella Costituzione era nata. In ogni città dobbiamo coinvolgere l'ANPI per cominciare tutti assieme un percorso sino ad arrivare nei prossimi mesi ad una CONVENZIONE NAZIONALE per un grande referendum che sconfessi con un sonoro NO la controriforma di Renzi".

Per il sen. Campanella il momento politico è "molto brutto" ed il giudizio politico sull'operato di Renzi, che sulla Costituzione non si limita a manomettere, ma punta ad una sua mutazione regressiva, è di preoccupazione anche per la debolezza, o la pochezza, di quanti gli si oppongono nelle istituzioni, essendo di fatto il Parlamento ormai espropriato di ogni potestà e facoltà, legislativa, normativa, di controllo.



La cosiddetta riforma che riguarda la legge elettorale ed il senato sono un IRCOCERVO, chè nemmeno di sterzata "liberale" si puo' parlare, visto il disegno che vi è dietro.

Sulla legge elettorale di Renzi, che è una sorta di Porcellum 2.0, basti dire che consegnerebbe il paese, con un peso percentuale di consenso ricevuto da una coalizione, anche al di sotto del 50% di quanti oggi si recano a votare (ma la stima è in ulteriore discesa), e con un premio di maggioranza abnorme, di fatto ad un premier, ad un uomo solo al comando, che potrebbe - anzi senza condizionale, potrà - influire sugli altri organi istituzionali dello Stato, dal CSM al Senato,alla Presidenza della Repubblica.

Una sorta di Premierato da cui sarebbe bandita ogni forma di democrazia, di bilanciamento dei poteri, di controllo degli altri organi costituzionali, mentre intanto continuano, con particolare accanimento, tutte quelle revisioni giuridiche che, auspici i poteri forti del paese, convergono sull'obiettivo di quella MUTAZIONE DELLA REPUBBLICA che Renzi si è prefissato di realizzare."

Ovviamente - ha continuato il sen. Campanella nella sua esposizione - "in assenza di una informazione che dia veramente notizia di quanto avviene, dunque in assenza anche di qualche critica compiuta su questa vicenda, tutto il nostro lavoro diventa piu' difficile, e la comprensione dell' opinione pubblica o latita o non si traduce in ripulsa o critica o opposizione per quanto accade. Poi magari si legifera sull' onda di indignazioni popolari o per emotività sociali piu' o meno giustificabili, vedi la recente legge sull' omicidio stradale col risultato di fare leggi pessime con risvolti grotteschi".

Il prof. Barberis, docente all' Università di Trieste ha infine ricordato come siano già partiti i ricorsi contro l' Italicum, e sulla necessità di fermare il cd " riformismo", che tale non è, ma certamente è una forma ossessiva/ compulsiva di manifestazione patologica dell' esercizio del governare, servirà un impegno di lunga lena.



"Oltretutto quelle di Renzi sono riforme che non migliorano le condizioni di vita delle persone ma, anzi in alcuni casi, acuiscono situazioni già di disagio, e che però portano a far credere all' opinione pubblica che il premier stia lavorando per i cittadini, se si ricorda la sua dichiarazione sull' argomento (" faremo una riforma al mese") si è portati a pensare non ad una sua generica avversione verso l' immobilismo (statuale, burocratico, istituzionale, che forse per alcuni periodi della vita politica nel paese c'è stato) ma appunto una ossessione che poi si traduce negli attentati alla Costituzione che registriamo."

Il giudizio del prof Barberis, infine è che la legge elettorale presenti piu' di una caratteristica di incostituzionalità, che il Senato, nel disegno renziano, assomigli piu' a un dopolavoro che a un organo costituzionale che eserciti la funzione legislativa, e che, lungi da dare voce e visibilità al regionalismo, comporterà una abdicazione, ed uno snaturamento della funzione originaria con cui i padri costituenti lo avevano concepito. " Quindi dovremmo andare a contestare questa deriva con il referendum."

All' incontro, cui hanno partecipato una cinquantina di persone, erano presenti il segretario della NCCdL CGIL Adriano Sincovich, che ha garantito l' appoggio ed il sostegno alle prossime iniziative e per il percorso referendario,mentre il neosegretario dela FIOM CIGIL, Sasha Colautti, ha spiegato alla platea come ormai, in piu' di qualche realtà industriale, la Costituzione e la democrazia, restino fuori dai cancelli, Alessandro Capuzzo del Comitato Pace, - tra gli organizzatori dell' evento, assieme a Geni Sardo del Comitato Nazionale de"L'AltraEuropaconTsipras",- dopo aver ricordato i pericoli di guerra, ed i venti che soffiano in questa direzione anche per diretta responsabilità del governo, ha letto la dichiarazione di adesione degli avvocati Mocnik e Campanotto - quest' ultimo presente in sala ha portato un breve cenno di saluto ricordando la specificità ed il valore, per una regione plurilingue come la nostra, dell' art.6 della Costituzione-, di condivisione dello spirito dell' iniziativa nazionale e delle finalità ch' essa si propone ; ancora : MariaTeresa Mecchia, intervenuta a nome del Comitato LIP di Trieste ha stigmatizzato le difficoltà in cui oggi si trovano, grazie alla pessima legge sulla scuola, docenti, genitori e studenti, anche a reagire sui punti piu' detestabili della "riforma" imposta da Renzi, quindi Luciano Ferluga del Comitato DaniloDolci ha ricordato l' appuntamento del 1 gennaio, per la pace,e Paolo Angiolini, lavoratore RAI, dello SLC CGIL ha convenuto sugli ostacoli che oggi incontra una voce fuori dal coro che voglia misurarsi a descrivere ed a informare compiutamente e criticamente, in rapporto con l' attuale assetto massmediatico.

La sollecitazione è infine stata quella di darsi da fare, per dare gambe e per costruire un programma di lavoro per le prossime tappe che il Comitato dovrà affrontare, a breve quando sarà stabilito il percorso referendario.

I lavori sono stati moderati da Stefano Borini, già segretario della Fiom Cgil.

Una sola, incresciosa sbavatura,che per dovere di cronaca, non si puo' omettere, ma che va riportata: è successo infatti che nell' organizzazione, nella parte relativa alle modalità di svolgimento dei lavori e del tempo concesso ai relatori ed agli intervenuti, non si sia trovato il tempo per dare la parola al segretario provinciale del PRC, oltretutto l' unico segretario di partito presente nella sala, di un partito perdipiu', che da tempi non sospetti si è sempre esposto e che da sempre ha fatto propria la battaglia per la difesa della Costituzione.

Sbadataggine o inconveniente che sia stato, chi scrive si sente in dovere di esprimere,con queste ultime righe, il non formale rammarico per quanto accaduto e l' augurio che in futuro, episodi del genere, non abbiano da ripetersi.

Nella convinzione che abbiamo bisogno della voce e della presenza di tutti e tutte, perchè la democrazia poi si invera anche in questi piccoli ma non secondari dettagli.


Marino Calcinari
APCS
Associazione Politica per la Costituente della Sinistra

giovedì 3 dicembre 2015

giovedì 10 dicembre 2015, ore 17 - difendiamo la Costituzione




La Costituzione è sotto attacco

difendiamola con il referendum




INCONTRO PUBBLICO

giovedì 10 dicembre 2015, ore 17

Trieste, Stazione Marittima, Molo Bersaglieri

Sala CRAL (accesso sul lato sinistro)









Relazioni introduttive:

Lidia Menapace – partigiana
Gli elementi fondanti della Costituzione italiana uscita dalla Resistenza”

Franco Campanella – senatore Lista Tsipras
I lavori parlamentari e la demolizione sistematica della Carta”

Mauro Barberis – docente di diritto presso l’ Università degli Studi di Trieste
Il riformismo compulsivo di Renzi”

Intervento:
Adriano Sincovich – Segretario della NCCdL CGIL di Trieste

Moderazione:
Stefano Borini – FIOM CGIL

Segue dibattito aperto al pubblico




Lidia Menapace, portavoce della Convenzione permanente di donne contro le guerre. Partigiana, femminista, co-fondatrice del Manifesto, già senatrice della Repubblica eletta nel 2006. Autrice di numerosi libri, i più recenti dei quali: Un anno al senato – Lucido diario di fine legislatura (2008), A furor di popolo (2012) e Io, partigiana (2014).



Francesco Campanella, senatore di Altra Europa con Tsipras. Funzionario della Regione siciliana, sindacalista della FP Cgil. Eletto in Sicilia col M5S, espulso perché critico. Eletto nel Comitato Nazionale dell'Altra Europa con Tsipras.
Componente della prima commissione Affari Costituzionali del Senato. Ha il sito web www.francescocampanella.org




Mauro Barberis, ordinario di Filosofia del diritto all'università di Trieste, è autore di una trentina di libri fra cui Libertà (1999), Europa del diritto (2008) e, con Luigi Ferrajoli, Dei diritti e delle garanzie (2013). Tiene blog sui siti del Fatto Quotidiano e di Micromega. Ha firmato il ricorso anti-Italicum presso il Tribunale di Genova.


Comitato Difesa della Costituzione Trieste - La Via Maestra
www.facebook.com/costituzionetrieste
comitatodifesacostituzione.ts@gmail.com