giovedì 3 marzo 2016

Presentazione libro "il fuoco a mare" di Andrea Bottalico

Venerdi 11 marzo 2026 ore 18:00

ANDREA BOTTALICO
presenta
IL FUOCO A MARE
(Monitor, 2015).

Incontro a cura del Circolo del Manifesto “Raffaele Dovenna”

INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Libreria Lovat di Trieste -Viale XX Settembre 20 - stabile OVS .

(click sull'immagine per ingrandirla)


mercoledì 2 marzo 2016

Tsipras: Intervista al "Corriere della Sera"


«Greci volto umano della Ue -  Ora solidarietà o sarà la fine»

È la più grave crisi migratoria in Occidente dalla Seconda guerra
mondiale. Oggi la Commissione europea presenta un piano d’emergenza per
le operazioni di soccorso con una proposta di finanziamenti per 700
milioni di euro da destinare ai Paesi più esposti su un arco di tre
anni. La prima linea è la Grecia di Alexis Tsipras.
Primo ministro Tsipras, dopo l’inasprimento dei controlli e la chiusura
dei confini lungo la rotta balcanica ha dichiarato che il suo Paese non
può diventare un «deposito d’anime». In Grecia l’Europa si gioca l’anima?
«In una crisi di dimensioni umanitarie la Grecia e il popolo greco
rivelano il volto umano dell’Europa. E lo fanno di fronte a un’Unione
che chiude le frontiere, dove crescono la xenofobia e la retorica
intollerante dell’estrema destra. La Grecia è il territorio nel quale
l’Europa confermerà i suoi principi e valori fondanti, come l’umanesimo
e la solidarietà, o li tradirà. Sono convinto che non possa esistere
un’Europa unita senza il rispetto assoluto per le lotte e i valori
comuni, ma anche per le responsabilità e gli impegni condivisi. Dobbiamo
affrontare insieme le difficoltà. Tutti insieme riusciremo, o tutti
insieme falliremo».

Vienna rimprovera ad Atene «mancanza di volontà politica per ridurre il
flusso». Il suo governo chiede che l’onere dell’accoglienza sia
equamente ripartito tra le capitali, in un contesto dove si procede in
ordine sparso e Paesi come la Grecia, già stremata dalla crisi
economica, restano penalizzati dal sistema di Dublino che assegna allo
Stato di primo ingresso il compito di curare le domande d’asilo. Cosa
impedisce il decollo di una strategia coordinata?
«Noi non pretendiamo nulla più della solidarietà, che è un principio
fondamentale dell’Unione Europea. Esigiamo che sia condivisa dagli Stati
la gestione di una crisi che è superiore alle nostre forze. Dobbiamo
passare a un impegno vincolante di tutti e per tutti, orientato alla
ripartizione obbligatoria della responsabilità dei flussi, in
proporzione — sottolineo — alle rispettive capacità. Perché l’Unione non
può essere costruita su una logica che prevede regole per alcuni e solo
benefici per altri, una logica profondamente anti-europea, in netto
contrasto con il principio dell’integrazione. È impensabile che Paesi
che non hanno accettato di accogliere nemmeno un profugo puntino il dito
contro di noi. Riguardo alle accuse di non fare quanto dobbiamo sulle
frontiere marittime, le considero un pretesto per giustificare azioni
unilaterali che violano decisioni europee assunte collegialmente. Su
Dublino, penso che sia ormai chiaro e accettato da tutti gli Stati che
la sua riforma è necessaria. Inoltre è stupefacente dover ricordare così
di frequente l’obbligo di rispettare il diritto internazionale ed
europeo. Quando ci sono persone che rischiano la vita in acque greche,
vale a dire europee, la Guardia costiera è obbligata al soccorso».

In concreto, come evitare le morti nell’Egeo?
«Dobbiamo individuare e reprimere il circuito dei trafficanti che agisce
sulla costa turca. In questo ambito rafforziamo la collaborazione con
Ankara. Sosteniamo con fermezza il piano d’azione Ue-Turchia e abbiamo
concordato il supporto delle forze Nato per gestire la situazione.
Speriamo che queste misure nonché il cessate il fuoco in Siria
contribuiscano alla riduzione degli sbarchi».

In Europa i confini tornano linee di frattura in un generale
rimescolamento di alleanze, dall’asse Berlino-Atene al blocco
centro-orientale all’intesa Austria-Balcani. Italia e Grecia affrontano
crisi incrociate. È immaginabile un compattamento del fronte
mediterraneo sul doppio fronte dell’immigrazione e della flessibilità
economica?
«Le alleanze non devono servire ad approfondire le contrapposizioni. Ora
vedo la possibilità di una stretta vicinanza politica tra Grecia e
Italia, perché condividiamo rivendicazioni e inquietudini. Abbiamo una
visione comune. Credo che sul tema dell’equa ripartizione dei migranti
ci sarà una buona collaborazione. Non intendo però sovrapporre le crisi
facendo leva sull’emergenza migranti per ottenere flessibilità, non è il
mio obiettivo».

Vede la necessità di un diverso approccio delle forze della sinistra
europea?
«Chi deve cambiare approccio è l’Europa. Il linguaggio dell’odio trova
terreno fertile perché negli ultimi anni hanno prevalso politiche di
austerità che hanno generato povertà ed emarginazione. Ma per cambiare
questo, occorre modificare gli equilibri politici. Quello che viviamo
oggi è un conflitto di idee, tra progressisti e conservatori, tra la
Sinistra e la Destra. A mio avviso, la Sinistra è in prima linea nella
difesa dei valori europei di democrazia, giustizia e coesione sociale e
costituisce l’unica valida alternativa alla destra estrema e populista.
Ma è necessario che tutte le forze progressiste, indipendentemente dalla
famiglia politica alla quale appartengono, comincino un vero dialogo per
riportare l’Unione a questi principi. Credo che noi, i progressisti
europei, possiamo ritrovare un’andatura comune verso un obiettivo
comune: erigere un muro contro chi alza muri e divide l’Europa».

martedì 1 marzo 2016

Uno sfratto incomprensibile.


Il centro multiculturale di via Valdirivo 30 rappresenta da decenni un punto di riferimento per l’incontro di comitati, gruppi, associazioni impegnati sul fronte sociale, ambientale, della pace e della convivenza, culture diverse accomunate dal vivo senso di partecipazione agli eventi internazionali, nazionali e locali, per la difesa dei diritti sociali e individuali, dei principi costituzionali, dalle lobby che inquinano e devastano il territorio, cementificando le aree verdi e optando per attività industriali utili al profitto delle multinazionali ma non alla popolazione.
In particolare l’Ente italiano per la conoscenza della lingua e della cultura slovena è stata la prima organizzazione che fin dal 1970 ha attivato corsi e iniziative con le finalità della miglior convivenza tra italiani e sloveni.
E’ sconvolgente che un centro che ha ospitato dibattiti pubblici, incontri di tante realtà locali, fornendo una sede per il confronto libero e democratico a tanti cittadini, anche di nazionalità diverse, debba abbandonare gli storici locali per far spazio a attività commerciali che pur nella loro dignità imprenditoriale chiuderebbero un percorso storico che ha contraddistinto in questi decenni il centro multiculturale, impoverendo la città di un centro di aggregazione che ha offerto ospitalità a tante iniziative culturali nate sul territorio.

Per questo chiediamo che tutti coloro che sono stati partecipi, hanno apprezzato e hanno ritenuto il centro un essenziale punto di riferimento triestino, i politici e gli amministratori locali, le associazioni che hanno potuto contare sulla sua ospitalità per realizzare le proprie iniziative, italiani e sloveni si uniscano per evitare che il centro chiuda. Si apra in città un dibattito che coinvolga tutti per trovare una via di uscita da questa disastrosa evenienza.

domenica 14 febbraio 2016

BRATSKA PISMA - LETTERE FRATERNE




“anche le idee sono contente quando gli esseri umani si incontrano”



L’Associazione Tina Modotti e il Comitato Srebrenica (Trieste)

invitano alla presentazione del libro

BRATSKA PISMA / LETTERE FRATERNE


epistolario Izet Sarajlić – Erri De Luca
edizione originale Libreria Dante & Descartes, Napoli, 2007
edizione in b-hr-s Preporod, Zagreb, 2015
 
Casa del Popolo - via Ponziana, 14 -Trieste
venerdì 19 febbraio
ore 20.00

Palestina, storia di una terra

Siete invitate/i a questi incontri.
Un caro saluto,

Gianluca Paciucci




“anche le idee sono contente quando gli esseri umani si incontrano”



L’Associazione Tina Modotti 
organizza 


quattro incontri su

Palestina, storia di una terra 
di  musulmani, cristiani, ebrei
a cura di Giorgio Stern



Casa del Popolo
via Ponziana, 14 - Trieste


Mercoledì 17 febbraio ore 20.00
[Dal passato al 1917] la Palestina della convivenza – Petrolio

Mercoledì 24 febbraio ore 20.00
[1918  - 1948]  Colonialismo – Rivolta - Terrorismo sionista

Mercoledì 2 marzo ore 20.00
[1948  - 1987]  La Nakba (catastrofe) – Israele – Intifada

Mercoledì 9 marzo ore 20.00
[1987  -  oggi]  I “colloqui di pace” – Arafat e Rabin – Apartheid


ingresso libero - incontri programmati su 60 minuti

venerdì 12 febbraio 2016

ultimo saluto a Giulio Regeni

giro l' articolo di Tommaso Di Francesco, condirettore del Manifesto, con cui ho partecipato ai funerali di Giulio Regeni a Fiumicello assieme a tanti altri compagni/e di Trieste giunti alla spicciolata ed in maniera del tutto anonima, ma rispettando le volontà dei genitori... e nella consapevolezza di voler condividere quanto essi hanno ribadito in questa tragica circostanza, l'esigenza di fare del bene, come il loro figlio avrebbe voluto, e penso che solo questo potrebbe bastare a dare un senso al suo sacrificio.


marino calcinari




Fiumicello (Flumisin) ieri era immobile nell'attesa dell'ultimo saluto a Giulio Regeni.

Qui le vie si chiamano Primo maggio, Fratelli Rosselli, Antonio Gransci, Falcone e Borsellino. La centrale via Gramsci a un certo punto è stata bloccata per due ore per permettere l'afflusso. Lutto non solo cittadino ma di tutta la provincia di Udine che ha fermato per un'ora ogni attività. Questo è il paese originario e di vita di Giulio Regeni che ieri, dopo la straordinaria, partecipata e silenziosa cerimonia, è come se fosse tornato per stare assieme alla sua famiglia. A riattraversare i luoghi da dove partiva per le sue ricerche sul mondo.

Un cielo livido, poca pioggia ma tanto freddo. Anche la rabbia sembrava fredda. Un piccolo squarcio di sole incredibile s'è intravisto a pochi minuti dall'inizio della cerimonia d'addio

Tanti, tantissimi dentro la palestra disposta per l'onoranza funebre. Tanti, tantissimi fuori. Tra il pianto e l'incredulità delle persone colpite al cuore da questa morte che ha squassato ogni casa.

Noi c'eravamo, per testimoniare “di persona”, così aveva chiesto del resto  la famiglia perché tutti abbandonassero vessilli e simulacri per restare semplicemente umani. 

Per testimoniare il dolore che noi proviamo per la sua così crudele e tragica scomparsa. Perché sentiamo la perdita di Giulio come una ferita nostra, un delitto che, per tante ragioni, ci ha direttamente colpito.

Fuori ancora nel freddo, arrivavano le parole dell'altoparlante di chi salutava Giulio Regeni dentro la palestra, frammiste all'aria aperta a quelle immediate e a mezza bocca di chi quasi ammutoliva e piangeva. Maledetti, nemmeno i nazisti si accanivano così contro un corpo inerme, contro un giovane innocente in cerca di verità e giustizia. Ma “per cambiare il mondo”, hanno insistito ragazze e ragazzi accanto.

Un lungo addio che ha voluto tracciare ancora una volta una strada di pace, con i rappresentanti della comunità musulmana e di quella ebraica uniti nella preghiera. Facendo sgombra la via del perdono e della riconciliazione, con la disperata compostezza della famiglia, con le parole, italiane e inglesi, di chi è venuto da vicino e da lontanissimo a salutarlo. E tanti giovani, mai così tanti e tutti uniti a dire: “Non è giusto”.

Addio Giulio, sarà impossibile dimenticarti. Faremo della ricerca della verità e della giustizia su questa giovane vita spezzata da crudeli assassini, una ragione in più per esistere e resistere. Con questa promessa, anche nell'amarezza dei malintesi che siamo sicuri di chiarire assieme, abbracciamo Claudio Regeni e Paola Deffeni, i genitori di Giulio, con tutta la famiglia. 

Restiamo umani.     


Tommaso Di Francesco


giovedì 11 febbraio 2016

19 febbraio 2016, San Giorgio di Nogaro - Evitare le catastrofe climatica?

Riceviamo da Udine e volentieri pubblichiamo:


(click sull'immagine per ingrandirla)

Tempo di lupi e di comunisti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Carissim@,


Il Circolo Che Guevara di Trieste ha organizzato per martedì 23 Febbraio prossimo alle ore 17.30 nella Libreria Antico Caffe’ San Marco, la presentazione del libro di VERA PEGNA 

“TEMPO DI LUPI E DI COMUNISTI” 

edito da Il Saggiatore

Il libro racconta la  storia di una ragazza che a Caccamo (Palermo) sfidò la Mafia. Sullo sfondo di una Sicilia rurale e remota, eppure così familiare, di morti sparati e silenzi colpevoli, il libro è la storia vera di una donna vulcanica e agguerrita, di un Peppino Impastato al femminile che non ha mai smesso di combattere a fianco degli oppressi, per cercare la verità.

Alla presentazione sara presente l’AUTRICE che dialogherà con Daniele Amati e Gabriele Pastrello.

Spero di vedervi e vi chiedo la cortesia di far conoscere questa iniziativa a tutti gli interessati.

Cordiali saluti, Riccardo Devescovi.


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lunedì 8 febbraio 2016

16 febbraio 2016 Presentazione del volume "Sfascismo costituzionale"

Circolo della Stampa di Trieste, Corso Italia 13

martedì 16 febbraio 2016, 
con inizio alle ore 17:30

Presentazione del libro di Giulio Ercolessi  

"Sfascismo costituzionale.
Come uscire vivi da un azzardo politico temerario. Una proposta liberale", 
Aracne Editrice, Roma.



Parteciperanno, assieme all’autore, il prof. Mauro Barberis e l’avv. Andrea Bitetto e, con un messaggio video registrato, il prefatore Sir Graham Watson.

Introduce il Presidente del Circolo della stampa, Pierluigi Sabatti.


Un pamphlet di critica argomentata che parte dalle proposte renziane di riforma costituzionale e si pone tra gli obiettivi quello di suggerire soluzioni alternative rispettose delle garanzie delle libertà costituzionali. Un libro in cui si cerca di capire come mai il governo Renzi abbia scelto di concentrarsi sulla riforma del Senato e sulla legge elettorale quando l'Italia boccheggia in un clima di aridità culturale, economica, lavorativa.

Dalla quarta di copertina: «Nell’Italia di Renzi e di Berlusconi chi difende il costituzionalismo liberale viene paradossalmente considerato un nostalgico delle culture politiche dei partiti di massa della cosiddetta “Prima Repubblica”. Questo libro è dedicato a chi non capisce perché la riforma costituzionale ed elettorale del governo Renzi costituisce un grave pericolo per il futuro della democrazia liberale e delle libertà costituzionali degli italiani e cerca di delineare una proposta liberale alternativa, praticabile e realistica. Se questa proposta non sarà presa in considerazione, questo libro potrà contribuire a fornire argomenti alla campagna per il NO nel referendum costituzionale».

Giulio Ercolessi (Trieste, 1953) è membro dei board del European Liberal Forum, che raccoglie i centri studi facenti capo al partito liberale europeo ALDE, e del European Humanist Federation, che riunisce le organizzazioni laiche europee. In gioventù è stato un dirigente nazionale del Partito radicale e suo segretario nazionale nel 1973-74, nonché consigliere comunale a Trieste ai tempi delle controversie sul Trattato di Osimo. Ha abbandonato la politica attiva nel 1982. Ha collaborato a lungo alla rivista Critica liberale, al mensile Confronti, al quotidiano di Genova Il Secolo XIX, a MicroMega e all’edizione italiana di Lettera Internazionale. Nel 2009 ha pubblicato il volume “L’Europa verso il suicidio? Senza unione federale il destino degli europei è segnato” (Edizioni Dedalo).

Mauro Barberis (Genova, 1956), dopo aver insegnato a Genova e Bologna, è ordinario di Filosofia del diritto presso l’università di Trieste. Fra i suoi lavori, Benjamin Constant (Il Mulino, 1988), L’evoluzione nel diritto (Giappichelli, 1998), Libertà (Il Mulino, 1999), Etica per giuristi (Laterza, 2006), L’Europa del diritto (2008), Giuristi e filosofi (Il Mulino, 2011), Dei diritti e delle garanzie (Il Mulino, 2013, con Luigi Ferrajoli). Dopo aver collaborato con L’Unità, è editorialista del Secolo XIX, membro del Comitato di direzione della rivista Il Mulino e del Comitato di Presidenza della Fondazione Critica liberale. Tiene blog sui siti del Fatto quotidiano e di Micromega.

Andrea Bitetto (Roma, 1975), avvocato e dottore di ricerca in sistemi giuridici comparati ed europei, membro del direttivo di Società Libera, socio ordinario del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino. Cura per Linkiesta il blog "La pelle di zigrino". Ha curato per gli anni 2013, 2014, 2015 il Rapporto sulla Giustizia in Italia, pubblicato annualmente da Società Libera nel Rapporto sulle liberalizzazioni in Italia.

Il prefatore del libro, Sir Graham Watson, è stato fino allo scorso novembre, per i due mandati previsti come termine massimo dallo statuto, il Presidente dell’ALDE, il partito europeo che riunisce i partiti liberali europei.

martedì 2 febbraio 2016

Flores - Il genocidio degli Armeni, 5 febbraio


Venerdì 5 febbraio - ore 18:00

PRESSO LA LIBRERIA LOVAT
Viale XX 20 Settembre, c/o stabile OVS, 3° piano - TRIESTE

MARCELLO FLORES presenta il suo volume IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI (Il Mulino, 2015)

(Click sull'immagine per ingrandirla)


L’autore prende le mosse dal declinare dell'Impero ottomano e mostra come, già sul finire dell'Ottocento, i governanti turchi mettano in opera un piano per insediare in Anatolia i loro concittadini espulsi dai territori perduti dell'Impero. Durante la prima guerra mondiale il governo ultranazionalista dei Giovani turchi compie la scelta di turchizzare totalmente l'Anatolia e decide di deportare e di sterminare la minoranza armena che viveva lì da secoli.

L'iniziativa è organizzata dalla Associazione "Tina Modotti", dal Circolo de Il Manifesto "Raffaele Dovenna" di Trieste e dal Comitato Srebrenica.

Modera l'incontro Gianluca Paciucci.


MARCELLO FLORES è docente di Storia dei diritti umani e Storia della cultura presso l'Università di Siena. Già docente presso l'Ateneo triestino, ha pubblicato “Il secolo-mondo" (2005), "Storia dei diritti umani" (2007) e "Traditori. Una storia politica e culturale" (2015);  ha inoltre curato il volume "Stupri di guerra. La violenza di massa contro le donne nel Novecento" (2010).