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giovedì 11 febbraio 2016
domenica 1 novembre 2015
richiedenti asilo a Pordenone: piantata grande tenda scout al parco
Montata questa
mattina al parco di S. Valentino a Pordenone una grande tenda messa a
cura del gruppo scout di Villanova-Vallenoncello grazie alla
disponibilità di don Giacomo Tolot e della parrocchia di Vallenoncello.
Servirà come deposito cibo/vestiario, spazio comune per mangiare il cibo
offerto da diverse persone, luogo d'incontro e di piccoli corsi
"informali" per apprendere la lingua italiana.
E'
stata inviata dal sottoscritto una precisa comunicazione alla Prefetta e
Sindaco di Pn (sotto riportata) per renderli edotti del fatto e
formulare una denuncia della situazione che si sta creando in spregio
delle recenti disposizione di legge che, considerando anche le
condizioni atmosferiche, è grave.
Credo
che pur constatando l'allargamento della "Rete Solidale Pordenone" , le
disponibilità di una parrocchia e gruppo scout, tale situazione non si
possa considerare in linea con quanto dovrebbe essere fatto secondo la
legge e le precise disposizioni europee; al punto che occorrerà, se
nulla cambia, attivare precisi canali di formale denuncia alla
magistratura, alle Istituzioni nazionali ed europee.
Michele Negro
Invito
A Pordenone, come in tutta la nostra regione, sono aumentati da circa un
anno gli arrivi di persone che fuggono da guerre, persecuzioni,
discriminazioni, situazioni di grave pericolo.
I progetti attivati, come prescrive la legge seguendo direttive europee,
dallo Stato/Prefettura dovrebbero assicurare accoglienza al momento della
presentazione della domanda di asilo ma questo avviene oggi con parecchio
ritardo: Diversi Comuni specie quelli dell'Ambito sociale pordenonese
non attivano iniziative proprie o la costituzione di coordinamenti con
associazioni e singoli per una ospitalità diffusa.
- Noi crediamo che ACCOGLIERE questi richiedenti asilo (così come dare risposte concrete a chiunque si trovino in condizione di grave difficoltà) significhi gettare le basi di una nuova e vera cittadinanza.
- COSTRUIRE non muri di divisione ma una grande RETE di SOLIDARIETA' che contrasti indifferenza, pregiudizi e sordità di amministratori e forze politiche.
- Un INVITO a PARTECIPARELUNEDI' 9/11 ore 20,30Casa . Popolo di Torre-Pordenone (v. Carnaro 10)ad un incontro pubblico per valutare la situazione e confrontarci su propostecon Gianfranco SCHIAVONEpresidente ICS, associazione di accoglienza a Trieste, esperto nazionale ASGIpromuoveRete Solidale Pordenone
Alla Prefetta di PordenoneAl Sindaco di PordenoneIo sottoscritto Michele Negro, residente a Pordenone in piazza *****
- visto il perdurare della grave situazione di non accoglienza ora per una ventina di persone che pur avendo presentato richiesta di riconoscimento del diritto di asilo si trovano, come Voi sapete, in tende presso il parco di S. Valentino in città,
- constata la non assolvenza alle precise disposizioni del decreto legge legge del corrente anno in recepimento delle direttive europee n. 32 e 33 (disposizione che sono entrate in vigore dal 30 settembre 2015) che dispongono "Le misure di accoglienza di cui decreto si applicano dal momento della manifestazione della volontà di chiedere la protezione internazionale" e l'impegno richiesto anche agli Enti Locali nell'attrezzare tali misure di accoglienza,
comunico che per poter affrontare la difficile situazione di non accoglienza e di necessità comunque di reperire un "tetto coperto", vista la situazione metereologica a partire da questa mattina, domenica 1 novembre, grazie alla sensibilità e disponibilità di don Giacomo Tolot, della parrocchia cittadina di Vallenoncello e del gruppo scout di Villanova-Vallenoncello è stata montata una grande tenda dove poter effettuare pranzi e cene usufruendo di pasti caldi offerti da diverse/i cittadine/i, incontrare le persone, svolgere incontri, piccoli e "informali" corsi di lingua per la conoscenza e l'apprendimento della lingua italiana, nonché depositare cibo e indumenti.Nel mentre si sollecita la Vostra iniziativa anche per la applicazione delle indicazioni di legge per le quali si invita la Signora Prefetta ad attuare, se persistessero non disponibilità da parte del Comune, "le misure straordinarie di accoglienza in strutture temporanee" così come previsto nel citato Decreto Legislativo n.142/2015 in vigore da circa 1 mese.Il sottoscritto ed altri membri di "Altra Europa con Tsipras" che partecipano assieme a diverse/i cittadine/i e associazioni alla struttura di coordinamento denominata "Rete Solidale PN" anche con questa azione informativa intende collaborare per la gestione della situazione anche chiedendo la immediata applicazione delle disposizioni di legge, riservandosi di svolgere successive azioni di sensibilizzazione e denuncia che verranno prossimamente declinate cercando sempre il confronto con le Vostre persone.A disposizione per ogni chiarimento ed eventuale incontro.Michele Negro
lunedì 17 agosto 2015
LIBERA MENTE A SINISTRA - FIUMICELLO 2015
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
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Bondì, con entusiasmo e piacere ti invito alla manifestazione politico - culturale che organizziamo il 21/22/23 agosto a Fiumicello.
Con questi tre giorni concludiamo il ciclo di sei giornate, iniziate a Turriaco il 3/4/5 luglio appena trascorsi, dedicate e per ringraziare i Partigiani e tutti gli antifascisti che ci hanno liberato 70 anni fa.
Sei giorni di dibattiti legati agli articoli della Costituzione, da difendere ad applicare!!
In allegato trovi il pdf del pieghevole della manifestazione di Fiumicello e di quella già svoltasi a Turriaco, ed infine i pdf delle varie tematiche.
Ti chiedo inoltre la cortesia di girare l'invito e tutto il materiale anche ai tuoi conoscenti affinchè il maggior numero di persone possibile porti il proprio pensiero e la propria esperienza.
Per quanto riguarda il dibattito di venerdì sera tra i relatori sarà presente anche Marco Cucchini, docente di diritto pubblico nelle università di Udine e Trieste.
A presto
Mattia Capuana
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giovedì 30 luglio 2015
A PROPOSITO DELLA VICENDA FERRIERA
Pubblichiamo un contributo alla discussione di Marino Calcinari e Antonio Saulle
Una vertenza ventennale che
caratterizza l' immobilismo della politica e condiziona le proposte
sullo sviluppo industriale della città di Trieste : è questo il
costo pagato e che pagheranno i lavoratori, i cittadini, i giovani.
La vicenda della Ferriera è esemplare,
a parte le cronache di questi giorni , per piu' motivi.
Il primo : non si rappresenta mai ,
se non inserito in una logica di ragionamento subalterna all'
impresa , il punto di vista dei lavoratori.
Il quotidiano locale , ad esempio, con
ammirevole efficacia , ha fornito dovizia di particolari sui buoni
propositi dell' impresa che ha rilevato lo storico stabilimento
triestino , ma nel merito di un quadro di informazioni piu'
complessivo che facesse luce o mettesse in risalto , i punti critici
dell' AdP, il punto di vista dei lavoratori, del sindacato- che in
quella realtà è niente affatto unitario – la carenza è stata
quanto mai greve.
Il secondo motivo è la deformazione
o la dismissione di ogni pensiero critico .
Il 12 marzo 2015 la maggioranza
consiliare di centrosinistra ignorava, sia la petizione popolare dei
cittadini di Servola sull' argomento, sia quella del consigliere di
Sel Marino Sossi e la Federazione della Sinistra per bocca di Iztok
Furlanic , giungeva a sostenere il punto di vista di Arvedi (“ ..l'
area a caldo andava chiusa dieci anni fa quando inquinava :ora c'è
un imprenditore che vuole LIMITARE L' inquinamento. Rinunciare a
priori in questo momento a centinaia di posti di lavoro non mi sembra
una scelta giusta” ) .
Certo tutto cio' non giustifica, però,
a vent' anni dalla grande crisi - quella del 1994 poi risolta dando
carta bianca a Lucchini, con gli esiti che sappiamo - come non solo
non si sia fatto un passo in avanti sulla strada della riconversione
, ma anche come si sia drammaticamente eroso quel margine di “
umanizzazione della vicenda “ che una volta teneva assieme le
ragioni del mondo del lavoro con quelle della crescita civile e
democratica della cittadinanza della sua coesione sociale, di tutele
e diritti esigibili.
A vent' anni di distanza , e con lo
sguardo rivolto alla vertenza Ilva di Taranto, oggi è chiaro , o
almeno comprensibile , che il vero ostacolo alla possibile soluzione
della Ferriera è ascrivibile alla subordinazione della politica
alla logica dell' impresa ( e della finanza) che ha preso il
sopravvento, che ha cancellato le ragioni di cittadinanza e
lavoratori, che ha piegato ed oscurato le motivazioni per proporre
una alternativa di sviluppo compatibile con l' ambiente e rispettoso
della salute , sia dei dipendenti che dei cittadini.
Eppure in tempi nemmeno lontani, ben
diversamente si earno mosse le sensibilità sociali e politiche
Nel marzo 1995 il PRC sosteneva che
“.. se è vero che alla crisi della siderurgia triestina si
giunge per responsabilità della gestione pubblica , è altrettanto
vero il clamoroso fallimento del primo tentativo di privatizzare lo
stabilimento di Servola. “
Facendo capire che il costo in salute
e ambiente dovuto al' attività siderurgica era dovuto fin tanto che
non si trovava un finanziamento pubblico che permettesse all'
imprenditore di bonificare e riconvertire la produzione investendo
il meno possibile.
A seguire tutte le iniziative degli
ambientalisti e delle Associazioni cittadine con filmati, denunce e
manifestazioni per evidenziare il degrado ed il peggioramento
prodotto dall' attività siderurgica a cui si è sempre risposto che
preliminarmente si sarebbe dovuto individuare l' apporto diretto
dello stabilimento (!) nell' inquinamento; e per ultimo la denuncia
fatta martedi 28 luglio 2015 dai deputati del M5S sulla realtà di
Servola attraverso “La valutazione di reperti ambientali
tramite indagine nanodiagnostica di microscopia elettronica a
scansione e microanalisi a raggi X” , e le conclusioni cui
quel lavoro perviene , e che evidenzia il diretto coinvolgimento
dello stabilimento come causa dell' inquinamento.
Documento di
parte ma che corrisponde alla resistenza e le capacità di
mobilitazione dei cittadini che non intendono continuare a pagare le
conseguenze di una politica dissennata, a cui
è seguita sla reazione dell’azienda , i cui legali hanno inviato
una lettera di diffida all' Associazione No smog
nonostante l' assessore comunale all' Ambiente avesse dichiarato
senza tanti giri di parole : Arvedi non controlla l' inquinamento, la
gestione della fabbrica è preoccupante, c'è carenza nella
conduzione dello stabilimento, ci sono stati peggioramenti
ambientali.
Una battaglia di civiltà, in difesa
del lavoro e della salute, quindi, anche qui a Trieste non potrebbe
avere successo se innanzitutto non riuscisse a limitare o a trovare i
giusti contrappesi su due precisi capisaldi : la riconversione e la
reindustralizzazione controllata del territorio , obiettivi che
servono a garantire e formare su basi sicure un programma di sviluppo
eco compatibile per la città perchè , restando fermi o sposando le
logiche compatibiliste, di questo modello sociale , né Trieste, né
il nostro paese avrebbero piu' possibilità di ' futuro, avendo
perduto, con la capacità di critica, quella preservazione della
memoria , per poterne progettare uno diverso .
Marino Calcinari
Antonio Saulle
sabato 4 luglio 2015
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