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domenica 1 novembre 2015

richiedenti asilo a Pordenone: piantata grande tenda scout al parco




Montata questa mattina al parco di S. Valentino a Pordenone  una grande tenda messa a cura del gruppo scout di Villanova-Vallenoncello grazie alla disponibilità di don Giacomo Tolot e della parrocchia di Vallenoncello. Servirà come deposito cibo/vestiario, spazio comune per mangiare il cibo offerto da diverse persone, luogo d'incontro e di piccoli corsi "informali" per apprendere la lingua italiana.



E' stata inviata dal sottoscritto una precisa comunicazione alla Prefetta e Sindaco di Pn (sotto riportata) per renderli edotti del fatto e formulare una denuncia della situazione che si sta creando in spregio delle recenti disposizione di legge che, considerando anche le condizioni atmosferiche, è grave.

Credo che pur constatando l'allargamento della "Rete Solidale Pordenone" , le disponibilità di una parrocchia e gruppo scout, tale situazione non si possa considerare in linea con quanto dovrebbe essere fatto secondo la legge e le precise disposizioni europee; al punto che occorrerà, se nulla cambia, attivare precisi canali di formale denuncia alla magistratura, alle Istituzioni nazionali ed europee.

Michele Negro



Invito

A Pordenone, come in tutta la nostra regione, sono aumentati da circa un anno gli arrivi di persone che fuggono da guerre, persecuzioni, discriminazioni, situazioni di grave pericolo.

I progetti attivati, come prescrive la legge seguendo direttive europee, dallo Stato/Prefettura dovrebbero assicurare accoglienza al momento della presentazione della domanda di asilo ma questo avviene oggi con parecchio ritardo: Diversi Comuni specie quelli dell'Ambito sociale pordenonese non attivano iniziative proprie o la costituzione di coordinamenti con associazioni e singoli per una ospitalità diffusa.

  • Noi crediamo che ACCOGLIERE questi richiedenti asilo (così come dare risposte concrete a chiunque si trovino in condizione di grave difficoltà) significhi gettare le basi di una nuova e vera cittadinanza.
  • COSTRUIRE non muri di divisione ma una grande RETE di SOLIDARIETA' che contrasti indifferenza, pregiudizi e sordità di amministratori e forze politiche. 
  • Un INVITO a PARTECIPARE

    LUNEDI' 9/11 ore 20,30
    Casa . Popolo di Torre-Pordenone (v. Carnaro 10)

    ad un incontro pubblico per valutare la situazione e confrontarci su proposte

     con Gianfranco SCHIAVONE
     presidente ICS, associazione di accoglienza a Trieste,  esperto nazionale ASGI

    promuove
    Rete Solidale Pordenone


Alla Prefetta di Pordenone
Al Sindaco di Pordenone


Io sottoscritto Michele Negro, residente a Pordenone in piazza *****
  • visto il perdurare della grave situazione di non accoglienza ora per una ventina di persone che pur avendo presentato richiesta di riconoscimento del diritto di asilo si trovano, come Voi sapete, in tende presso il parco di S. Valentino in città,
  • constata la non assolvenza alle precise disposizioni del decreto legge legge del corrente anno in recepimento delle direttive europee n. 32 e 33 (disposizione che sono entrate in vigore dal 30 settembre 2015) che dispongono "Le misure di accoglienza di cui decreto si applicano dal momento  della  manifestazione  della  volontà  di  chiedere  la protezione internazionale" e l'impegno richiesto anche agli Enti Locali nell'attrezzare tali misure di accoglienza,
comunico che per poter affrontare la difficile situazione di non accoglienza e di necessità comunque di reperire un "tetto coperto", vista la situazione metereologica a partire da questa mattina, domenica 1 novembre, grazie alla sensibilità e disponibilità di don Giacomo Tolot, della  parrocchia cittadina di Vallenoncello e del  gruppo scout di Villanova-Vallenoncello è stata montata una grande tenda dove poter effettuare pranzi e cene usufruendo di pasti caldi offerti da diverse/i cittadine/i, incontrare le persone, svolgere incontri, piccoli e "informali" corsi di lingua per la conoscenza e l'apprendimento della lingua italiana, nonché depositare cibo e indumenti.

Nel mentre si sollecita la Vostra iniziativa anche per la applicazione delle indicazioni di legge  per le quali si invita la Signora Prefetta ad attuare, se persistessero non disponibilità da parte del Comune, "le misure straordinarie di accoglienza in strutture temporanee" così come previsto nel citato Decreto Legislativo n.142/2015 in vigore da circa 1 mese.

Il sottoscritto ed altri membri di "Altra Europa con Tsipras"  che partecipano assieme a diverse/i cittadine/i e associazioni alla struttura di coordinamento denominata "Rete  Solidale PN" anche con questa azione informativa intende collaborare per la gestione della situazione anche chiedendo la immediata applicazione delle disposizioni di legge, riservandosi di svolgere  successive azioni di sensibilizzazione e denuncia che verranno prossimamente declinate cercando sempre il confronto con le Vostre persone.

A disposizione per ogni chiarimento ed eventuale incontro.

Michele Negro

giovedì 3 settembre 2015

Venezia, 11 settembre. La marcia delle donne e degli uomini scalz*





E' arrivato il momento di decidere da che parte stare.

E' vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa.
Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.

Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.
E' difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.

Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un'altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.

Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà.

E' l'inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie.

Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.

Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi.

In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.


Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d'Italia e d'Europa.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Primi fir­ma­tari
Lucia Annun­ziata, Don Vini­cio Alba­nesi, Gian­franco Bet­tin, Marco Bel­loc­chio, Don Albino Biz­zotto, Elio Ger­mano, Gad Ler­ner, Giu­lio Mar­con, Vale­rio Mastan­drea, Gra­zia Naletto, Giusi Nico­lini, Marco Pao­lini, Costanza Qua­tri­glio, Norma Ran­geri, Roberto Saviano, Andrea Segre, Toni Ser­villo, Ser­gio Staino, Jasmine Trinca, Daniele Vicari, Don Armando Zappolini, Mauro Biani

Per ade­sioni: donneuominiscalzi@gmail.com

Appun­ta­mento 11 set­tem­bre, ore 17.00, Piazza Santa Maria Eli­sa­betta al Lido di Venezia

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L'Altra Europa con Tsipras aderisce alla marcia di Venezia delle donne e degli uomini scalzi e si impegna a rilanciare   l'iniziativa in altre città italiane, insieme a chi già si muove per questo. 
Non si può stare a guardare. Non si può tacere. Non possiamo accettare che riprenda forza il cuore oscuro dell'Europa. Come prima misura chiediamo ai nostri governi di creare un corridoio umanitario. Molto si può fare. Chiedere la sospensione del Trattato di Dublino e regolare finalmente, in Italia, l'abolizione del reato di clandestinità.
Esiste un'altra Europa, un'altra Italia che non ha paura. Che di fronte alle prove difficili imposte dalla crisi, dalle guerre ai nostri confini, si rimbocca le maniche. Non grida all'invasore, cerca soluzioni.

Per questo anche L'Altra Europa con Tsipras sarà a piedi scalzi a Venezia.


 - o -

11 settembre data epocale.
Ci mobilitiamo , come abbiamo fatto per il Cile nel 1973 e conto l' attacco terroristico alle Twin Towers di Nuova York,per l' aiuto e la solidarietà ai migranti,
per abolire restrizioni e respingimenti, contro la barbarie dei neofascismi che rialzano la testa e vorrebbero farci ripiombare nella barbarie.
L' auspicio è quello di poter realizzare anche qui una manifestazione a Trieste.
La proposta:
A PIEDI SCALZI dal SILOS alla Prefettura.

Marino Calcinari

martedì 2 giugno 2015

ll ritorno di Mare nostrum


(da l'Internazionale)

Gwynne Dyer
Alla fine dello scorso anno i governi dell’Unione europea, essendosi rifiutati di condividere i costi dell’operazione Mare nostrum con cui la marina italiana aveva tratto in salvo decine di migliaia di rifugiati nel Mediterraneo, l’hanno sostituita con un programma di portata molto minore chiamato Triton. Il suo scopo (anche se non è esattamente così che l’hanno presentato) era di non salvare i rifugiati, perché questi poi si sarebbero riversati nell’Unione europea.