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giovedì 5 novembre 2015

Tavolo del processo costituente: documento del 2 novembre 2015






1. NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA
Riteniamo non solo necessario ma non più procrastinabile avviare ORA il processo costituente di un soggetto politico di sinistra innovativo, unitario, plurale, inclusivo, aperto alle energie e ai conflitti dei movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti sociali, dell’ambientalismo, dei movimenti delle donne, dei diritti civili, della cittadinanza attiva, del cattolicesimo sociale.
Un soggetto politico in grado di lanciare in modo autorevole e credibile la propria sfida al governo Renzi e a un PD ridotto sempre più chiaramente a "partito personale del leader", in rappresentanza del variegato universo del lavoro subordinato e autonomo, degli strati sociali che più soffrono il peso della crisi, dei loro diritti negati e delle loro domande inascoltate, orientato a valorizzare la funzione dei governi territoriali e dei corpi intermedi.
 Dobbiamo rispondere in modo adeguato - con la forza, il livello di unità e la chiarezza necessarie - alla domanda sempre più preoccupata di quel popolo di democratici e della sinistra che non si rassegna alla manomissione del nostro assetto democratico-costituzionale, alla liquidazione dei diritti del lavoro e alla cancellazione del residuo welfare.
L'obiettivo è lavorare fin d’ORA, in un contesto di dimensione europea contro le politiche neoliberiste, all’elaborazione di un programma comune con cui candidarsi alle prossime elezioni politiche alla guida del Paese, con una proposta politica autonoma e in competizione con tutti gli altri poli politici presenti (la destra, il M5S e il PD), nella consapevolezza che in Italia la stagione del centro-sinistra è finita. In Europa è evidente la crisi profonda delle tradizionali famiglie socialiste.
Ogni giorno che passa aumenta il disagio e il disastro nel Paese. Renzi ha declinato il tema della vocazione maggioritaria come politica dell'uomo solo al comando, alibi per un partito trasformista pigliatutto in realtà dominato dall'agenda liberista dell'Eurozona. Noi vogliamo al contrario costruire una sinistra in grado di animare un ampio movimento di partecipazione popolare e di realizzare alleanze sociali e politiche che mettano radicalmente in discussione le “ricette” nazionali ed europee che hanno caratterizzato il governo della crisi da parte di Popolari e Socialisti.
Sappiamo perfettamente che non è sufficiente unire quel che c’è a sinistra del Partito Democratico, o autoproclamarsi alternativi, per costruire un progetto all'altezza della sfida, davvero in grado di cambiare la vita delle persone. Ma siamo altrettanto convinte/i che senza questa unità il processo nascerebbe parziale, o non nascerebbe affatto.
Per questo noi questa sfida la lanciamo oggi. Insieme.
 2. DEFINIZIONI DEL SOGGETTO
Il Soggetto politico che vogliamo sarà:
DEMOCRATICO, sia nel suo funzionamento interno (una testa un voto regola guida, strumenti e momenti di partecipazione diretta e online, pratiche di co-decisione tra rappresentanti istituzionali e cittadini, costruzione dal basso del programma politico) sia perché deve essere il punto di riferimento e di azione di tutte/i i democratici italiani
DI TUTTE E TUTTI, perché deve essere il luogo in cui tutte/i coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste, alla distruzione dell’ambiente e dei beni comuni, alla svalutazione del lavoro, alla crescente xenofobia, alle guerre, all’attacco alla democrazia possono ritrovarsi e organizzarsi in un corpo collettivo capace di superare antiche divisioni nell’apertura e nel coinvolgimento delle straordinarie risorse fuori dal circuito tradizionale della politica.
ALTERNATIVO e AUTONOMO rispetto alle culture politiche prevalenti d’impronta neoliberista che ci condannano al declino sociale e culturale, di cui oggi il PD tende ad assumere il ruolo di principale propulsore e diffusore.
INNOVATIVO sia nelle forme sia per la rottura con il quadro politico precedente, così come sta avvenendo in molti paesi europei. Differente dal sistema politico corrotto e subalterno di cui siamo avversari.
EUROPEO in quanto parte di una sinistra europea dichiaratamente antiliberista, che, con crescente forza e nuove forme, sta lottando per cambiare un quadro europeo insostenibile.
3. L'anno che verrà - Il 2016
Il 2016 ci presenta passaggi politici di grande importanza: le amministrative che coinvolgono le principali grandi città, il referendum sullo stravolgimento della Costituzione e la possibile campagna referendaria contro le leggi del governo Renzi. In coerenza con il nostro obiettivo principale per la scadenza delle amministrative vogliamo lavorare alla rinascita sociale, economica e morale del territorio, valutando in comune ovunque la possibilità di individuare candidati, di costruire e di sostenere liste nuove e partecipate in grado di raccogliere le migliori esperienze civiche e dal basso e di rappresentare una forte proposta di governo locale in esplicita discontinuità con le politiche dell’attuale esecutivo. Fondamentale è la costruzione di una forte campagna per il NO nel referendum sulla manomissione della Costituzione attuata dal governo Renzi e il sostegno alle campagna referendarie in via di definizione contro le leggi approvate in questi 2 anni.
4. QUINDI...
Al fine di avviare il processo Costituente di questo soggetto politico, convochiamo per 15-16-17 gennaio 2016 una assemblea nazionale aperta a tutti gli uomini e le donne interessati a costruire questo progetto politico. Da lì parte la sfida che ci assumiamo e li definiremo la nostra carta dei valori.
L'assemblea darà avvio alla Carovana dell'Alternativa, individuando le forme di partecipazione al progetto politico. Si tratta di definire il nostro programma, le nostre campagne e la nostra proposta politica in un cammino partecipato e dal basso che con assemblee popolari e momenti di studio e approfondimento coinvolga movimenti, associazioni, gruppi formali e informali unendo competenze individuali e collettive.
Entro l’autunno del 2016 ci ritroveremo per concludere questa prima fase del processo e dare vita al soggetto politico della sinistra.
Roma, 3 novembre 2015
Il documento è stato elaborato e condiviso da Act!, Altra europa con Tsipras, Futuro a Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Ecologia Libertà. Alle riunioni del tavolo hanno parteciapato Sergio Cofferati e Andrea Ranieri

mercoledì 30 settembre 2015

Europa che fare? 4 ottobre a Roma


Dopo le elezioni greche, è sempre più attuale la domanda di come sia possibile e con quali forze sociali e politiche combattere l’austerità e cambiare lo scenario europeo.

Questo tema è anche decisivo per il nuovo soggetto politico unitario che vogliamo contribuire a costruire in Italia.

In vista delle mobilitazioni che si concentreranno a Bruxelles dal 15 al 17 ottobre, l’Altra Europa con
Tsipras, promuove un momento di confronto e di discussione.

Roma 4 ottobre ore 9,30 / 14,30
Centro Congressi – Roma Eventi
Piazza di Spagna – via Alibert 5a

Si può cambiare l’Europa? E la UE? La lotta per cambiare l’Europa deve ancora cominciare?

La giornata di discussione sull’Europa è divisa in due sezioni con alcuni interventi di apertura predisposti con durata più estesi, altri con tempi minori e uno spazio di interventi liberi.




click sull'immagine per ingrandirla, oppure 
Volantino in Pdf scaricabile QUI


lunedì 31 agosto 2015

Report della riunione del 28 agosto per una Coalizione sociale a Trieste


A cura di Marino Calcinari, Alessandro Capuzzo e Andrea Nicolini


Si è svolta venerdi 28 agosto in Via valdirivo 30 la riunione per la Coalizione Sociale, un primo momento di incontro fra esponenti di associazioni, movimenti, comitati, cittadini e rappresentanti di partiti per valutare le ragioni e le possibilità di dare vita, nella realtà cittadina, ad una prima esperienza aggregativa di carattere civico, le cui finalità " di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza , delle donne e degli uomini, nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia" possano essere raggiungibili promuovendo un percorso comune, praticando nuove forme di solidarietà, di mutualismo, cooperazione, e rivitalizzando la partecipazione alla vita pubblica; anche mettendo in comune esperienze di azione , pratiche sociali, intelligenze individuali e collettive, e competenze specialistiche culturali e professionali.



La proposta politica avanzata dal leader della Fiom Maurizio Landini è stata citata, raccolta e riproposta, con diversi accenti e sfumature , negli interventi che hanno fatto seguito alla presentazione di Andrea Nicolini ( UDS ) e di Alessandro Capuzzo ( Comitato Pace ). Assieme alla necessità di una difesa comune delle norme Costituzionali, anche attraverso una nuova spinta referendaria, e di costruzione di interconnessioni tra gli argomenti di attività delle associazioni.

Alla riunione iniziata alle ore 18 e protrattasi sino alle ore 21 hanno partecipato 22 persone.
Erano diversamente rappresentati l' ARCI , la Federazione Anarchica , la FIOM Cgil di Trieste, il PRC, il PCdI, il Centro delle Culture, LegAmbiente , L' APCS e l' AltraEuropa con Tsipras , Sinistra Anticapitalista.

La necessità di individuare o almeno delineare, sin dall' inizio del confronto una metodologia di lavoro, i punti fondamentali di un programma , le prossime scadenze di lotta , le modalità di partecipazione e condivisone del percorso possibile hanno quindi decisamente condizionato l' evoluzione del dibattito negli interventi che si sono succeduti.

Da in lato l' esigenza di individuare le priorità politiche ( Difendere la democrazia e la Costituzione ; recuperare lo spirito partecipativo dei Referendum; nuove forme di mutualismo, partecipazione ed associazionismo; reddito di dignità e redistribuzione della ricchezza) e di declinare le possibilità di aggredirne le soluzioni sul versante nazionale e locale, dall' altro il presupposto del COME praticarne gli obiettivi, oggi messi in evidenza dal perpetuarsi della crisi.

"I partiti non c' entrano" - ha sottolineato nel suo intervento Stefano Borini - e la precisazione era dovuta se non giustificata, dalle diverse opzioni che sul tema delle alleanza e della costruzione della coalizione sociale che si vorrebbe realizzare, a suo tempo si erano assunte, ripartendo dalle persone e non dagli apparati, dagli uomini e dalle donne e non dai ceti politici, distinguendo tra associazioni, movimenti, sindacati e comitati, cioè tra una soggettività sociale che non trova piu' accoglienza nè cittadinanza nella forma partito tradizionale, ed una " necessità di unirsi, fare rete, coalizzarsi " in una forma innovativa e radicale, per superare certo in tempi non brevi ma sicuramente non biblici, l'attuale idea di società fondata su individualismo, competizione, consumismo e mercato.

Il documento della Fiom di Trieste "Lavoro e Diritti" è stato proposto quale punto di partenza per un lavoro ad hoc. A Trieste si contano piu' di 9000 disoccupati; servono risposte immediate, non politiche di ordinaria amministrazione ed è dal lavoro - è opinione condivisa dalla stragrande maggioranza dei partecipanti - che si deve partire: da quello che non c'è, dal lavoro nero ( Raffaela ) dal lavoro col voucher , dal lavoro intellettuale ( il comitato per la LIP ha dimostrato che si possono fare battaglie sul tema dei diritti e dei saperi, della scuola pubblica e della didattica, dell' edilizia scolastica e della contestazione della precarietà), dal lavoro per l' ambiente, che va rivendicato ed indicato come base per un altro modello di sviluppo: ma è importante avere conoscenza dei problemi locali e partire da essi ( Lino )

A Trieste infatti la crisi ha prodotto quattro emergenze : occupazione, ambiente, casa e welfare , quindi è logico che, se si vuole ragionare per rendersi utili in questa circostanza, l' invito ( Ivano ) non può che essere di "costruire una iniziativa collettiva", perchè da soli non siamo sufficienti. La coalizione può essere anche un' opportunità in tal senso. Fare rete, comunicare, agire.

Per Marino, l'Associazione per la Costituente della Sinistra è disposta a lavorare su questi obiettivi; a costruire insieme iniziative e progetti che aiutino soluzioni positive alle emergenze cittadine. Non si pensa a una finalità elettoralistica ma ad agire per una iniziativa tutta da costruire, che non lasci sguarnito un presidio di civiltà oggi occupato da populismi, affarismo e xenofobia.

Elisabetta propone iniziative di solidarietà concreta coi migranti in arrivo in città. Federico ricorda la manifestazione in solidarietà alla Resistenza curda organizzata dal Coordinamento Libertario Regionale FVG a Trieste sabato 12 settembre; mentre Luciano informa delle due iniziative promosse dal Comitato Danilo Dolci: il 18 settembre alle ore 17 in Piazza Unità in commemorazione delle vittime delle Leggi Razziali, ed il 21 settembre per la Trieste Multietnica in piazza. 

Andrea sarà a Roma assieme ad altri dell'UDS il 13 settembre per l' assemblea nazionale della Coalizione sociale e riferirà al ritorno; infine il 4 settembre alle ore 18 alla LOVAT, si svolgerà una iniziativa contro il TTIP organizzata dal circolo del Manifesto, cui partecipa Monica Di Sisto.
Andrea informa dell'intenzione dell'UDS di aprire una vertenza sugli Spazi di mutualismo giovanile. Alessandro propone la ripresa della fortunata iniziativa per il recupero del sito degradato in Val Rosandra, affinchè possa tornare col tempo al suo livello di Sito protetto d'interesse europeo. Fabio ha proposto un appello di solidarietà al popolo greco in opposizione al nuovo memorandum.

Alla riunione ha partecipato Peter Behrens segretario provinciale del PRC, che ha invitato a non demonizzare la figura dei partiti, e coglierne quanto di buono ne viene dal patrimonio ideologico e dalla struttura organizzata. Il segretario regionale del PCdI Stojan Spetic ha ricordato la necessità di mobilitarsi per difendere la Costituzione, qui aggredita anche a livello regionale dalla Giunta Serracchiani; per cui ritiene necessario un referendum che bocci la "riforma" degli Enti locai, che mira a depotenziare il ruolo dei cittadini ed il funzionamento della democrazia.

La riunione si chiude alle ore 21, ci si aggiorna alla terza decade di settembre. Verranno nel frattempo raccolti i dati delle persone interessate a partecipare, che vengono invitate a pronunciarsi in merito rispondendo alla presente. Sarà stimolata la nascita di gruppi di lavoro sugli argomenti citati, e di un'eventuale mailing list di collegamento.


Il Documento dal sito http://www.coalizione-sociale.it/
PER LA COALIZIONE
Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d'ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull'individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l'impegno.
In questi anni le politiche europee e dei governi nazionali hanno liberalizzato il mercato del lavoro, ridotto gli spazi di cittadinanza, privatizzato la formazione, la sanità, i beni comuni e i servizi pubblici, avvelenato città e territori, impedito ogni politica industriale, ogni valorizzazione della conoscenza per tutti. Con l'obiettivo dichiarato di uscire dalla crisi.
Così non è stato: il lavoro manca o è sempre più precario e povero, anche il lavoro autonomo e le professioni soffrono profondamente gli effetti della crisi, mentre quelle politiche hanno indebolito la democrazia, affidando a organismi tecnocratici il governo della vita concreta delle persone, dei loro bisogni e speranze. In Europa e in ogni suo singolo paese ricchezza e potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi e aumenta il numero di coloro che sono spinti sotto la soglia della povertà. La corruzione e l'economia illegale sono ormai parti costitutive di un modello di società in cui le persone e l'ambiente sono sempre più una variabile del mercato, saccheggiando le risorse del pianeta e modificandone il clima.
Ciascuno di noi, in questi anni, in associazione o da solo, ha fatto i conti con tutto questo, provando a difendere i diritti che altri prima di noi avevano conquistato e che consideravamo storicamente acquisiti e i principi della nostra Costituzione, mai pienamente applicata e oggi progressivamente stravolta. È arrivato il momento di rivitalizzare la partecipazione alla vita pubblica sulla base di alcuni fondamentali valori e obiettivi.
Il lavoro non è una merce ma un diritto per tutti, base di un'esistenza libera e dignitosa; l'ambiente e i beni comuni vanno tutelati, come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all'istruzione, alla cultura, alla casa, alla pensione e all'assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l'uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto; i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle minoranze vanno tutelati promuovendo diritti di cittadinanza uguali per tutti; le mafie, le economie criminali, la corruzione vanno combattute con leggi adeguate, con la confisca e l'uso sociale dei beni, con politiche che trasformino la società della diseguaglianza e dei privilegi in società dei diritti e delle opportunità; la scuola va rimessa al centro dell'attenzione politica e ripensata, oltre che nei saperi, nella sua funzione formativa; la Costituzione va applicata per renderla davvero operativa; è necessario che l'Italia si adegui alle più avanzate legislazioni europee riformando il codice penale e abolendo i maltrattamenti inumani nelle carceri; l’Europa va sottratta alle logiche tecnocratiche che con il ricatto del debito impongono politiche d'austerità e riportata al senso di solidarietà, di collaborazione, di pacifica e rispettosa convivenza tra i popoli, nel ripudio della guerra e di ogni forma di xenofobia e razzismo, nella condivisione di opportunità e di comune crescita culturale. La risposta alla crisi climatica può diventare il volano di un nuovo modello di sviluppo liberato dalla dipendenza delle fonti fossili, dal saccheggio del pianeta e che comprenda la conversione dal modello agroindustriale a produzioni agroecologiche.
A partire da questi obiettivi proponiamo alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, ai singoli cittadini di mettere in comune esperienze di azione, volontariato, mutualismo, competenze, intelligenze per affrontare in modo solidale nei luoghi di vita e lavoro un cammino che con la partecipazione e il protagonismo delle persone conquisti giustizia e dignità: la coalizione sociale, con l'obiettivo di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza delle donne e degli uomini nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia.
Non lasciare nessuno da solo è la prima ragione che ci porta a intraprendere questo percorso per cambiare il paese e l'Europa, formulare proposte e batterci per un'alternativa concreta alle divisioni e alle solitudini in cui ogni persona rischia di essere abbandonata. Vogliamo dimostrare – come ha compreso il movimento delle donne - che si può far politica attraverso un agire condiviso tra soggetti diversi, rimotivare le persone a occuparsi dell'interesse generale nello spazio pubblico - al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali – realizzando un modello d'impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare.

sabato 1 agosto 2015

Udine: Assemblea Regionale di SEL , giovedi 30 luglio.


Report di Marino Calcinari

L' assemblea si svolge a poche ore da due avvenimenti che la dicono lunga sullo stato d' emergenza in cui vive la Regione : la plateale ricusazione di Arvedi degli addebiti mossigli dai cittadini sul perdurante inquinamento della Ferriera di Servola,  ,-  dopo le denunce circostanziate derivate dallo studio sulle polveri effettuato dalla Nanodiagnostic srl di Modena- ,e  la sentenza del consiglio di Stato che ha bocciato  le modalità di realizzazione del' elettrodotto di Terna Udine- Redipuglia .
( Volendo ci sono poi le notizie della cessione di Italcementi  al colosso tedesco HeidelbergCement , che riguarda anche lo stabilimento di Trieste ed i dati sulla povertà, un fenomeno che in  Regione tocca la percentuale piu' alta del Nord Italia, ,l' 8% ndR)

La sensazione di trovarsi in un momento difficile su cui c'è molto da riflettere , è stata presente in tutti gli interventi che si sono registrati , da quello di Marino Sossi sulla situazione della Ferriera di Trieste a quello di Paolo Del Ponte che ha invitato a considerare la penetrazione ideologica delle insidie di un regime in divenire che fa leva sulla regressione culturale.

Ed in effetti l' assemblea regionale di ieri degli iscritti di SEL s'è confrontata non solo sul tema della prospettiva, dello scioglimento di SEL al' interno di un percorso di piu' soggetti per costruire un soggetto politico nuovo, ma soprattutto su idee, contenuti, progetti con  cui affrontare questo passaggio di fase, soprattutto dopo  le accelerazioni di Renzi  che ha  distrutto  la scuola pubblica ma ha  consentito ai suoi di salvare Azzollini.

La relazione introduttiva è stata svolta da Marco Duriavig, coordinatore regionale di SEL. 
A partire dalla situazione europea , che è l' orizzonte entro cui devono essere dispiegate tutte le iniziative possibili, per sostenere la Grecia ed affermare un punto di vista alternativo al neoliberismo ed all' ormai acclarata mutazione regressiva della socialdemocrazia, l' impegno che attende non solo SEL la tutta la sinistra è quello della DIMENSIONE DELL' ALTERNATIVA , una dimensione che è uno spazio politico e progettuale che deve essere ricostruito , ed in cui  riacquistare oltretutto, noi stessi,  credibilità.

Le responsabilità politiche del PD  che hanno concorso a far fallire un progetto di cambiamento,  di un partito che oggi disvela un sostegno non subalterno ma attivo  al neoliberismo , hanno quindi comportato la necessità di impegnare tutto il partito - afferma Duriavig-  per ricostruire  una sinistra ALTRA, la cui urgenza è ormai sentita da tutti, ed il cui punto di partenza,  che parte dall' esperienza maturata con Tsipras alle elezioni europee del 2014, ora infine puo' trovare sbocco politico ed organizzativo. 

La consapevolezza è che il centrosinistra non esiste piu', che vi è stata una omologazione progressiva tra livello nazionale e periferico, tra governo centrale e governi locali, che da tempo il PD guarda al centrodestra, semmai, e che bisogna partire da questa  e altre constatazioni per far crescere dal basso l' alternativa sui territori.

Nessuno però vuole,  o pensa ,  a sommatorie di ceto politico e riedizioni di esperienze fallimentari, già provate in passato ( la " Sinistra Arcobaleno2 ad es.), nè " possiamo inseguire delle chimere: il PD vuol fare il partito della nazione, noi no!" 

A Roma si sono già costituiti i nuovi gruppi parlamentari , ma non basta: lo sforzo deve venire dai territori.qui deve misurarsi il necessario protagonismo di SEL.

Per una completa alternativa al PD  si sono espressi in maggioranza coloro che sono intervenuti nel dibattito, ribadendo la necessità che alle prossime elezioni- anche quelle amministrative che si terranno nel 2106 a Trieste ed in altre grandi città,  - debba esserci un soggetto politico nuovo.
E che il soggetto politico nuovo deve essere di SINISTRA non di centrosinistra ( Massimiliano Alberti)

All' inizio del dibattito è intervenuta l'on. Serena Pellegrino che ha ricordato la vicenda della Ferriera , su cui ella stessa ha prodotto una interrogazione , ed a seguito della risposta del Ministro competente , un comunicato stampa.


 Con stupore e mestizia s'è dovuto rilevare che, davanti a fatti di una gravità inaudita s'è optato per lo scarica barile:  " il Ministero dell' ambiente non ha dunque titolo per intervenire su questo versante  della questione che a Trieste sta assumendo  la preoccupante gravità della crisi sociale. "

Eppure "..è onere indefettibile della politica e di tutti coloro che hanno un ruolo amministrativo e politico  produrre azioni concrete  a prioritaria tutela della salute delle persone e della qualità dell' ambiente. Non possiamo derogare più e nemmeno vogliamo, come già è accaduto, lasciare la soluzione in capo alla Magistratura .
Sono stati troppi  gli anni in cui non è stato fatto quanto necessario  per bonificare l' impianto siderurgico : una responsabilità enorme. E' necessario bonificare e riconvertire ora, mentre la Ferriera è ancora attiva .Altrimenti si corre il rischio concreto di ritrovarci un gigantesco cadavere industriale al centro della città . Qui non è una diatriba tra ambiente salute e lavoro ma è in gioco il futuro tout court di una intera realtà metropolitana. "  così il comunicato prodotto dall' on Serena Pellegrino.
Su un terreno come questo- ha poi proseguito nel suo intervento-  si deve essere intransigenti, ci si deve distinguere , individuare uno dei temi possibili del programma da costruire.
" L' ambiente è strategico , la visione di SEL non è quella di Renzi, delle trivellazioni, della Terna."

Le conclusioni sono state svolte da Cecilia d' Elia , del Coordinamento Nazionale di SEL.
Che ha ribadito quanto sta maturando nel confronto politico , da tempo aperto ,  a livello nazionale tra piu' soggetti politici . Si lavora per un nuovo soggetto politico alternativo a Renzi ed al renzismo. 
Si aveva creduto alla possibilità di una  ripresa della socialdemocrazia, invece si è dovuto registrare la sua organicità ed internità alle politiche di rigore e di visione neoliberista dell' Europa.
In Italia, abbiamo assistito al venir meno del progetto Italia Bene Comune , che allora ha vanificato la possibilità di una  fuoruscita a sinistra della crisi, fino a farci precipitare nella situazione in cui il paese si ritrova oggi: la povertà crescente nel Meridione, la disoccupazione giovanile, l' astensionismo,la rottura praticata dal PD verso il mondo del lavoro e della scuola.
 In questo quadro di difficoltà oggi si colloca la nostra iniziativa politica , che è innanzitutto costruire assieme agli altri, alle persone su temi strategici dirimenti: l' Europa dei popoli, il lavoro e l' occupazione , la questione meridionale, l' immigrazione, questioni tra loro connesse dall' incompatibilità col neoliberismo e le politiche ad esso ispirate che le ha generate e fatte degenerare.

LA SINISTRA VA RICOSTRUITA E MOTIVATA, servono oggi pu' che mai pratiche politiche di massa , sui territori accanto e con le persone , stare dentro il sociale , allargare la discussione oltre di noi.

Con questo augurio l' assemblea si è sciolta  alle ore 23.30. 

giovedì 30 luglio 2015

Fare subito ciò che si deve fare



di Argiris Panagopoulos e Marco Revelli


Mai come oggi la situa­zione — nazio­nale e inter­na­zio­nale – è stata così gra­vida di peri­coli e in così rapido muta­mento. Mai come oggi sen­tiamo la paura di per­dere del tutto il “nostro mondo”. Al tempo stesso, le evi­denti con­trad­di­zioni aprono straor­di­na­rie oppor­tu­nità di cam­bia­mento, se solo la sini­stra sapesse ritro­vare il senso del pro­prio esi­stere, come ha invi­tato a fare mar­tedì Norma Ran­geri sul mani­fe­sto del 28 luglio.

Lo sce­na­rio euro­peo in par­ti­co­lare – dal quale dipen­dono buona parte dei nostri destini e che non può non costi­tuire il rife­ri­a incontrarci a breevmento prin­ci­pale del nostro agire – va rive­lando dram­ma­tici punti di caduta che met­tono in discus­sione la soprav­vi­venza dell’idea stessa di Europa. E che comun­que rive­lano che così com’è essa non può soprav­vi­vere. Che l’Europa o cam­bia o muore.

L’iniziativa poli­tica corag­giosa del governo greco e del suo popolo ha avuto il grande merito di mostrarlo a tutti, con­fer­mando la por­tata dav­vero sto­rica dello scon­tro che si sta svol­gendo nello spa­zio euro­peo. Il fatto che in que­sti giorni cru­ciali la Gre­cia sia rima­sta sola, denun­cia tutto il ritardo e l’inadeguatezza della sini­stra euro­pea a svol­gere il pro­prio ruolo in que­sto nuovo spa­zio poli­tico e sociale.

Il mer­can­ti­li­smo libe­ri­sta dei Trat­tati, defi­niti a misura dell’interesse nazio­nale tede­sco, è inso­ste­ni­bile. Porta l’eurozona al nau­fra­gio. E d’altra parte, non pos­siamo nascon­der­celo, è debole oggi il con­senso, non solo al livello dei governi, per la radi­cale cor­re­zione di rotta neces­sa­ria alla soprav­vi­venza eco­no­mica e demo­cra­tica dell’eurozona. L’ostacolo immenso lungo la strada non è solo la debo­lezza delle lea­der­ship poli­ti­che ma il defi­cit, morale e cul­tu­rale, dei popoli pri­gio­nieri dei diver­genti inte­ressi nazio­nali. Dob­biamo con urgenza defi­nire insieme come uscire da una trap­pola che svuota di senso sto­rico e poli­tico la sinistra.

Non sono, que­sti, gli unici segnali deva­stanti che ci arri­vano da Bru­xel­les, Fran­co­forte e Berlino.

Vi si aggiunge l’ostentazione di “disu­ma­nità sovrana” mostrata nella que­stione dei migranti, la vera emer­genza uma­ni­ta­ria del nostro tempo affron­tata come fasti­diosa que­stione di sicurezza.

La crisi delle cul­ture poli­ti­che demo­cra­ti­che tra­di­zio­nali, a comin­ciare da quella socia­li­sta, tra­volta dalla subal­ter­nità cul­tu­rale al libe­ri­smo delle social-democrazie occi­den­tali, e il sim­me­trico rie­mer­gere di popu­li­smi xeno­fobi e raz­zi­sti, non dis­si­mili da quelli che carat­te­riz­za­rono la cata­strofe euro­pea degli anni trenta.

La pra­tica costante di chie­dere ai governi mem­bri – a comin­ciare dal nostro, e da quelli spa­gnolo, por­to­ghese e irlan­dese oltre che, natu­ral­mente, a quello greco — di “far male” ai pro­pri popoli, impo­nendo loro sacri­fici dan­nosi e par­ti­co­lar­mente dolo­rosi per gli strati più deboli, come prova di fedeltà a un patto mai siglato da quei popoli e dive­nuto insop­por­ta­bile eco­no­mi­ca­mente, social­mente e moralmente.

In que­sto qua­dro il governo ita­liano è total­mente subal­terno a quella impo­si­zione e a quei dogmi, non solo inca­pace di modi­fi­carne quan­to­meno gli aspetti più pena­liz­zanti ma, anzi, impe­gnato a por­tare a com­pi­mento con zelo il man­dato rice­vuto dall’oligarchia che dirige l’Europa.

Vanno in que­sta dire­zione la mano­mis­sione del nostro ordi­na­mento demo­cra­tico costi­tu­zio­nale; la ten­den­ziale liqui­da­zione della nostra demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­tiva in nome di una forma di governo bru­tal­mente sbi­lan­ciata sul potere ese­cu­tivo (una “demo­cra­zia ese­cu­tiva” o “ese­cu­to­ria”); l’imposizione di una legge-truffa desti­nata a defor­mare gra­ve­mente le volontà dell’elettorato e di con­se­gnare al dema­gogo di turno un potere senza più con­trap­pesi né anti­corpi; la volontà di can­cel­lare le rap­pre­sen­tanze sociali (in primo luogo quelle sin­da­cali) e l’umiliazione del mondo del lavoro con la can­cel­la­zione dei suoi diritti; l’aggressione vol­gare al mondo della cul­tura e della scuola, con l’umiliazione del sapere in nome di cri­teri gerar­chici azien­dali; la ridu­zione a merce di ciò che rimane del nostro patri­mo­nio ter­ri­to­riale e dei nostri beni comuni…

Quella che si con­fi­gura con il governo Renzi è una vera “emer­genza demo­cra­tica”. L’azione svolta finora e quella che si pre­para a por­tare a com­pi­mento defi­ni­scono il pro­filo di un muta­mento di sistema che richiede, per essere con­tra­stato, un’innovazione poli­tica e orga­niz­za­tiva all’altezza della sfida.

Come mostra la vicenda greca in tutta la sua dram­ma­ti­cità, oltre al con­flitto tra Stati e inte­ressi nazio­nali , si pro­fila all’orizzonte un con­flitto poli­tico e sociale di tipo nuovo, tra demo­cra­zia e oli­gar­chie finan­zia­rie e buro­cra­ti­che trans­na­zio­nali; tra domi­nio tota­liz­zante della forma denaro e affer­ma­zione dei prin­ci­pii fon­da­men­tali di giu­sti­zia sociale, egua­glianza e soli­da­rietà; tra governo dall’alto di società sem­pre più ingiu­ste e par­te­ci­pa­zione con­sa­pe­vole e dif­fusa alle scelte col­let­tive, com­bat­tuto non più solo nell’angusto spa­zio nazio­nale ma in campo euro­peo, in cui sarà fon­da­men­tale la capa­cità di dar vita a for­ma­zioni di grandi dimen­sioni, cre­di­bili, forti, auto­re­voli, capaci di supe­rare le distin­zioni di nazio­na­lità e le altret­tanto asfit­ti­che fram­men­ta­zioni identitarie.

Per que­sta ragione noi oggi rite­niamo non più rin­via­bile l’impegno di tutte le forze che si pon­gono in alter­na­tiva a que­sto qua­dro dram­ma­tico e che ancora si richia­mano ai valori di egua­glianza, auto­no­mia e libertà che furono della migliore sini­stra a porre in campo anche in Ita­lia, nei tempi brevi impo­sti dalla gra­vità della situa­zione, una forza uni­ta­ria, inno­va­tiva nello stile poli­tico e cre­di­bile nel pro­prio pro­gramma, non mino­ri­ta­ria né chiusa in ste­rili pra­ti­che testi­mo­niali ma capace, come già è avve­nuto in Gre­cia e in Spa­gna, di costi­tuire un’alternativa di governo e di para­digma allo stato di cose pre­sente. Un sog­getto poli­tico dichia­ra­ta­mente anti­li­be­ri­sta, dotato della forza per com­pe­tere per il governo del paese in con­cor­renza con gli altri poli politici.

Tutte le ultime tor­nate elet­to­rali hanno rive­lato che senza un pro­getto uni­ta­rio a sini­stra, capace di supe­rare l’attuale fram­men­ta­zione, non c’è spe­ranza di soprav­vi­venza per nes­suno. Non pos­siamo con­ti­nuare a ripe­tere che il tempo è ora. Biso­gna dare, da subito, un segnale chiaro. Che si è pronti. E che c’è biso­gno di tutte e tutti. Non solo di chi, in que­sti mesi, nell’area poli­tica alla sini­stra del PD, ha avviato un fitto dia­logo in vista dell’apertura di un “pro­cesso costi­tuente”, ma soprat­tutto degli altri, che nei “luo­ghi della vita” con­ti­nuano a tes­sere resi­stenza, soli­da­rietà, azioni civili, coe­sione sociale. A com­bat­tere l’imbarbarimento e a spe­ri­men­tare il bien vivir. Quelli che aspet­tano che qual­cosa si muova, e che sia cre­di­bile, nuovo, diverso, forte.

Dovranno essere soprat­tutto loro i pro­ta­go­ni­sti della grande “casa comune” che di deve ini­ziare a costruire.

Fac­ciamo sì che sia da subito un “per­corso del fare”. Indi­vi­duiamo fin d’ora nell’iniziativa refe­ren­da­ria sui temi più vicini alla vita delle per­sone un ter­reno su cui impe­gnarsi qui ed ora. Impe­gnia­moci a costruire su ogni tema la più larga rete di sog­getti, che già ci sono, e già sono attivi.

Si lanci, ancor prima della pausa estiva, un mes­sag­gio chiaro e forte: che ci siamo. Che par­tiamo. Che pos­siamo far­cela. Lo dob­biamo ai tanti che aspet­tano da troppo tempo.


Assemblea dei parlamentari “Per un programma di azione comune” Dichiarazioni dei partecipanti de L’Altra Europa con Tsipras


L’assemblea dei parlamentari Per un programma di azione comune, alla quale hanno partecipato per l’Altra Europa con Tsipras i senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino e l’eurodeputata Eleonora Forenza, ha deciso che entro il 2016 si costituirà un gruppo parlamentare unico di sinistra.


“Osservo con piacere che la voglia di un lavoro concorde a sinistra è diffusa tra i parlamentari italiani ed europei quanto lo è tra i cittadini e le cittadine italiani”, dichiara il senatore Francesco Campanella. “Questa sintonia è preziosa tanto da rendere opportuni tutti gli sforzi per superare ogni diversa sfumatura nella visione poltiica. Le domande delle persone sono le stesse che la sinistra si è sempre trovata a fronteggiare; dobbiamo dare risposte adeguate ai nuovi contesti sociali ed economici e dobbiamo formulare queste risposte insieme al popolo di sinistra, che chiede di partecipare oggi con più forza ed urgenza per produrre una proposta di governo che appaia credibile alla maggioranza dei nostri concittadini.
Per il Senatore Fabrizio Bocchino “è stato un confronto molto utile, fra parlamentari che hanno già condiviso piccole e grandi battaglie in questa legislatura, accomunati da valori antitetici al neoliberismo imperante e alla sua declinazione tutta italiana impersonata dal governo Renzi. Jobs Act, Sblocca Italia, Riforme costituzionali, Buona Scuola ci hanno visto su posizioni comuni, ma finora siamo andati in ordine sparso e senza un vero coordinamento. Lo spazio comune che vogliamo creare in parlamento darà più forza alla nostra azione parlamentare. Non vogliamo però fare un partito dei parlamentari, imposto dall'alto: il nuovo soggetto politico si sta costituendo con tempi e modalità decise fuori dal parlamento, come è giusto che sia. Non facciamo perciò l'errore di pensare che l’assemblea parlamentare Per un programma di azione comune sia completamente avulsa dal processo costituente del nuovo soggetto politico. Se noi parlamentari non saremo in grado di mostrare buona volontà e di dare il buon esempio, mettendo da parte particolarismi e individualismi, e se non restituiremo un'immagine unitaria e di squadra affiatata, si rischia di influenzare negativamente il difficile processo costituente in corso”.
Per Eleonora Forenza, europarlamentare, "il percorso di costruzione di un soggetto unitario della sinistra alternativa è imprescindibile, a fronte delle sfide che ci aspettano in Italia e in Europa. Esistono numerosi ambiti di lavoro in cui il dialogo tra parlamentari nazionali e parlamentari europei è essenziale, penso in particolare al TTIP, in cui si affrontano due modi di intendere l'Italia e l'Europa che vogliamo consegnare alle prossime generazioni".

Cristiana Scoppa
Ufficio stampa



Il documento approvato nell'incontro:




PER UN PROGRAMMA DI AZIONE COMUNE
28 luglio 2015 – ore 10/13
Sala del Cenacolo, Palazzo Valdina – Piazza Campo Marzio, 42 Roma

E' sempre più necessario -di fronte alle politiche di destra e regressive che attraversano l'Europa e l'Italia (dal Jobs Act alla Buona Scuola, dalla legge elettorale alla riforma della seconda parte della Costituzione) dare vita nel Parlamento ad uno spazio di lavoro comune di deputati e senatori per un'iniziativa politica e legislativa per cambiare le politiche del nostro paese.

Per questo noi, deputati e senatori provenienti da divere esperienze politiche ci impegniamo a consultarci in modo permanente e a lavorare insieme nei prossimi mesi su alcuni temi di interesse comune.

Ci impegniamo altresì ad organizzare un tavolo di consultazione permanente con le forze e i movimenti sociali e sindacali, con l'associazionismo e le forze organizzate della società civile per discutere e condividere le priorità della nostra iniziativa parlamentare.

A tal fine ci impegniamo altresì a promuovere nei prossimi tre mesi 200 incontri in tutta Italia - almeno uno in ogni provincia- per discutere e condividere le nostre proposte ed iniziative parlamentari nel prossimo autunno.

Ci impegniamo a confrontarci e a consultarci su tutte le materie parlamentari comuni e a lavorare insieme, con proposte e iniziative concrete, su un “programma minimo” fatto di 6 punti.

1. EUROPA. Un'iniziativa parlamentare -attraverso la presentazione di mozioni, ordini del giorno e proposte di legge- rivolta al governo italiano perché intraprenda in Europa una battaglia contro le politiche di austerità e per la revisione dei trattati e del ruolo della BCE al fine di favorire politiche di investimenti pubblici, politiche attive per il lavoro, la riconversione ecologica dell'economia, la democratizzazione delle istituzioni europee. In questo contesto ci impegniamo affinché nel nostro ordinamento costituzionale sia abrogato il principio del pareggio di bilancio e sia reso possibile lo svolgimento di referendum anche sui trattati.

2. LAVORO E ECONOMIA. La battaglia -attraverso specifiche iniziative legislative- per un piano del lavoro fondato su una politica di investimenti pubblici e su un Green New Deal fondato sullo sviluppo di interventi sulle energie rinnovabili e la mobilità sostenibile, la lotta al dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza delle scuole. Ci batteremo per rivedere la delega sul lavoro e il Jobs Act e a promuovere politiche di difesa del lavoro, anche utilizzando gli strumenti della riduzione dell'orario di lavoro e i contratti di solidarietà.

3. DEMOCRAZIA. Ci impegniamo a continuare la nostra battaglia, nei prossimi passaggi parlamentari, sulla riforma della seconda parte della Costituzione, al fine di contrastare tutte quelle misure che rendono subalterno il parlamento al governo, riducono gli spazi della rappresentanza, rendono il Senato un'assemblea di nominati e -con il combinato dell'Italicum - producono una deriva oligarchica del nostro sistema democratico che perciò ci impegniamo a contrastare.

4. SCUOLA. Un'iniziativa parlamentare che -rilanciando le ragioni e le proteste del movimento di protesta contro la Buona Scuola- impegni il governo ad aumentare nel 2016 di almeno lo 0,5% del PIL le risorse destinate alla scuola pubblica e all'università, finalizzandole al diritto allo studio, all'edilizia scolastica e all'offerta formativa e al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 nel campo della lotta alla dispersione scolastica, al numero dei laureati e negli investimenti per la ricerca.

5. DIRITTI CIVILI. Ci impegniamo a lavorare insieme per introdurre nei prossimi mesi nel nostro ordinamento una legislazione innovativa - sul modello di quelle di diversi paesi europei che hanno già introdotto i matrimoni egualitari - sulle unioni civili che includa i diritti delle coppie gay a tutto raggio: dalla reversibilità della pensione alle adozioni, ecc. diritti equiparati in tutto a quelli delle coppie unite in matrimonio in forma civile o religiosa. Ci impegniamo a promuovere e a difendere il diritto d’asilo e i diritti di cittadinanza dei migranti – contro ogni approccio securitario e discriminatorio – anche con politiche di accoglienza e di integrazione.

6. AMBIENTE E PACE. Ci impegniamo a promuovere, nell’ambito dei prossimi provvedimenti, misure volte a promuovere la riconversione ecologica dell’economia, la difesa del territorio, la lotta al dissesto idrogeologico, lo sviluppo della mobilità sostenibile e le energie rinnovabili. Ci impegniamo altresì – a partire dalla prossima legge di stabilità – a proporre la riduzione delle spese militari per sistemi d’arma, a partire dalla cancellazione del programma degli F35 e l’approvazione del progetti di legge di iniziativa popolare per l’introduzione della difesa nonviolenta nel nostro paese.

Le prime prove di questo nostro lavoro comune saranno la NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DEF e la LEGGE DI STABILITA’ del 2016.

A tal fine ci impegniamo a consultarci e a presentare insieme proposte per ribaltare l'impostazione recessiva e regressiva delle politiche economiche del governo Renzi. Ci impegniamo perciò a presentare la NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DEF una mozione parlamentare che prospetti uno scenario di politiche macroeconomiche alternative a quelle mercantiliste e regressive portate avanti dal governo italiano. Ci impegniamo altresì a presentare emendamenti comuni alla LEGGE DI STABILITA', volti a:

  • stanziare più risorse per gli investimenti pubblici e la riconversione ecologica dell'economia, il welfare, l’introduzione del reddito di dignità e politiche attive per un piano del lavoro, l'istruzione, la ricerca e l'innovazione
  • scongiurare altri tagli agli enti locali, alle regioni, al servizio sanitario nazionale e la revisione in senso regressivo del nostro sistema previdenziale evitare il ricorso alle clausole di salvaguardia
  • attuare la spending review come forma di qualificazione e riallocazione della spesa e non unicamente come riduzione
  • indirizzare il taglio alla spesa pubblica solamente ad alcuni ambiti ben determinati: le grandi opere, le spese militari e gli F35, le agevolazioni fiscali alle imprese, ecc.
  • orientare le misure fiscali al sostegno del lavoro dipendente, delle micro e piccoleIl comunicato stampa diffuso prima dell'incontro: imprese, delle partite IVA e a interventi di giustizia fiscale, colpendo in modo maggiore i grandi patrimoni e le speculazioni finanziarie (tobin tax).

Nella discussione sulla LEGGE DI STABILITA' ci impegniamo a incalzare il governo perché liberi risorse per gli investimenti, ridiscutendo con le istituzioni europee i vincoli imposti dai trattati, scorporando dal calcolo del rapporto deficit-PIL le risorse destinate agli investimenti e prevedendo la possibilità di portare al 4% il rapporto deficit-PIL nel 2016.

Noi deputati e senatori ci impegniamo in questo confronto e lavoro comune nel 2015 che auspichiamo sia propedeutico – attraverso a costruzione di un nuovo soggetto politico, a partire da un processo che deve radicarsi nel territorio e nella costruzione di un progetto comune – a formare un unico gruppo parlamentare alla Camera e al Senato. 




Il comunicato stampa diffuso prima dell'incontro:



Per un programma di azione comune
e l'inizio di un processo costituente

28 luglio 2015 – ore 10/13
Sala del Cenacolo, Palazzo Valdina – Piazza Campo Marzio, 42

L'altra Europa con Tsipras partecipa con convinzione all'incontro "Per un programma di azione comune" che sostanzia il cammino costituente di un nuovo soggetto politico di sinistra. 

Dare vita in Parlamento a uno spazio di lavoro comune di deputati e senatori per un'iniziativa politica e legislativa per cambiare le politiche del nostro Paese. È l'obiettivo dei promotori dell'assemblea di Parlamentari che si svolgerà domani mattina, martedì 28 luglio 2015, dalle ore 10 alle 13, a Roma presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati (Vicolo Valdina) dalle ore 10.

Parlamentari di Sel, parlamentari che hanno lasciato in queste settimane il Partito Democratico, parlamentari che hanno lasciato il M5S, o che provengono da altre esperienze politiche si incontreranno per la prima volta per avviare insieme un percorso parlamentare. 

Per L'Altra Europa con Tsipras partecipano i senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, e l'eurodeputata Eleonora Forenza.

L'assemblea dei parlamentari non è aperta alla stampa, le troupe tv e i fotoreporter potranno accedere in sala nei primi minuti.

Cristiana Scoppa
Ufficio stampa

sabato 25 luglio 2015

L’Altra Europa con Tsipras è entrata nel Parlamento italiano


Nata come lista per le elezioni europea, con i Senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino oggi L’Altra Europa con Tsipras entra nel Parlamento, in quello che è un cammino della sinistra per la costruzione di un soggetto unitario. Una giornata importante perché, come sottolinea l’europarlamentare Eleonora Forenza “avere una presenza nel Senato italiano significa poter creare una continuità di azione politica con le battaglie portate avanti nel Parlamento europeo, perché è sempre più urgente costruire una alternativa politica forte al socialismo europeo, appiattito sulle posizioni dei popolari come abbiamo visto sia in occasione del dibattito sulla Grecia che nel voto sul TTIP”. 
La presidente del Gruppo Misto Loredana De Petris (SEL) ha salutato la nascita di questa componente nel Gruppo Misto come “un elemento importante per rafforzare il cammino comune verso un soggetto unitario a sinistra”. 
Bia Sarasini de L’Altra Europa con Tsipras ha sottolinato il senso di questa scelta che “cade in una giornata particolare, difficile per la Grecia e per lo stesso Tsipras. Noi sosteniamo la Grecia, lasciata sola nel conflitto contro l’Europa, perché per poter sostenere una idea politica di sinistra non si può stare rinchiusi negli spazi nazionali, è nello spazio comune europeo che si può mettere in discussione la governance europea, una governance a trazione tedesca”. 
Per il senatore Francesco Campanella “Il passaggio odierno è uno dei primi passi nella direzione della creazione di qualcosa di molto più grande, che non sia pura testimonianza, necessaria ma non sufficiente: un soggetto che si ponga come forza di governo di questo paese e dell’Europa. Un approccio opposto a quello del Partito Democratico che incarna una politica europea che ha corroso quei valori che ne facevano dell’Europa uno dei posti più belli dove vivere, dove libertà si coniugava con solidarietà”. 

Foto del Senatore Francesco CAMPANELLA

Il senatore Fabrizio Bocchino ha ricostruito il cammino che ha portato a dar vita a L’Altra Europa con Tsipras nel Parlamento italiano: “La scelta odierna è una tappa del percorso iniziato con la stessa nostra candidatura all’interno del Movimento 5 Stelle, nel quale avevo proiettato quei valori progressisti, so solidarietà, inclusione e di partecipazione nei quali credevo. Ma in quel partito questi valori non ci sono, non c’è alcuna partecipazione, è tutta una grandissima messinscena, nonostante l’immagine che se ne vuole dare all’esterno. Abbiamo perciò da subito guardato a L’Altra Europa con Tsipras, proprio per questo bell’esercizio di inclusione che è stato la costituzione di questa lista per le elezioni europee, che includeva non solo partiti politici ma anche movimenti e associazioni della società civile da cui dobbiamo trarre ispirazione per la nostra azione politica”.
Foto del Senatore Fabrizio BOCCHINO

“La sfida che Syriza e Tsipras hanno portato nell’Europa dell’austerità è una sfida eroica”, ha detto ancora Forenza, “possiamo solo augurarci che Syriza resti unita e che la sfida all’austerità continui in Grecia, in Spagna, in Irlanda e anche in Italia”. 
“Contro Tsipras è in corso una campagna denigratoria assolutamente senza fondamento”, secondo Bocchino. “Tsipras e Syriza hanno il merito di aver iniziato un processo, mettendo in discussione la stessa governance europea. La partita non è affatto chiusa, e noi lo vogliamo portare avanti in Italia, perché le politiche del governo Renzi ci porteranno in una situazione analoga a quella che vive oggi la Grecia”.
Dello stesso parere Campanella: “Ho sentito criticare Tsipras con l’ingenerosità tipica di chi guarda uno spettacolo da una poltrona. Ma che dimostra la differenza tra un politico che lavora per il proprio paese e un politico che lavora per interesse suo particulare. Grillo e Renzi mi sembrano due facce della stessa medaglia, due approcci ugualmente populistici, senza un progetto finale che non sia dato da altri. In ciò che Renzi sta facendo in Italia si legge in trasparenza quell’invito di JP Morgan a ‘rivedere le costituzioni’ dei paesi europei che definivano ‘marginali’. Tra cui appunto l’Italia. Possiamo solo augurarci non solo che Syriza resti unita, ma che si riesca a costruire anche in Italia una forza di sinistra di tale respiro”. 

giovedì 2 aprile 2015

10 aprile: Assemblea provinciale preparatoria a quella "costituente" di Roma, 18 e 19 aprile


Dalla LISTA ELETTORALE “l'ALTRAEUROPA con TSIPRAS” 
 al SOGGETTO POLITICO UNITARIO DELLA SINISTRA E DEI DEMOCRATICI



Con l' assemblea che si terrà a Roma il 18 e il 19 aprile
http://listatsipras.eu/l-assemblea.html
avvieremo il processo costituente di un soggetto politico unitario, alternativo al neoliberismo, alle politiche di austerità e di rigore, ed ai governi che le esprimono e le impongono ai popoli che governano.
La Grecia di Tsipras dimostra che cambiare è possibile.

A Trieste, VENERDI 10 APRILE alle ORE 18
nella Casa del Popolo di Ponziana

tutti/e coloro che hanno aderito al processo costituente entro il 31 marzo 2015 secondo uno dei modi indicati dal Comitato Operativo Transitorio:
http://listatsipras.eu/l-assemblea/il-regolamento.html
si ritroveranno per la
ASSEMBLEA PROVINCIALE

che eleggerà i/le DELEGATI /e per l' ASSEMBLEA NAZIONALE secondo le regole illustrate e validate dal Comitato Operativo Transitorio.





L' assemblea di Roma sarà il luogo in cui i Comitati e le Associazioni che sin qui hanno dato vita a “L'AltraEuropa” sui territori, si costituiranno in forma democraticamente legittimata (con voto su base di delega) per consentire la prosecuzione del percorso politico avviato a Bologna e in quella sede si costituiranno le nuove forme di coordinamento e funzionamento.
Nel corso dell'Assemblea verrà votato il documento presentato a Bologna il 17 e 18 gennaio
http://listatsipras.eu/manifesto-siamo-ad-un-bivio.html
ed eventuali modifiche e integrazioni a valenza nazionale o locale.

PARTECIPA E AIUTACI A COSTRUIRE l' ALTERNATIVA DEMOCRATICA, DI PROGRESSO E DI CIVILTA' DI CUI L' ITALIA HA BISOGNO, IN UNA EUROPA LIBERATA DALLA TIRANNIDE DELLA TROIKA E DALLE LOBBIES DELLA FINANZA!



Gli organizzatori
ASSOCIAZIONE POLITICA
per la COSTITUENTE della SINISTRA
"Trieste per Tsipras”

martedì 24 marzo 2015

Diventa elettrice/elettore dei delegati/e all'assemblea "costituente" de L'Altra Europa con Tsipras



Ci avviamo verso l'Assemblea nazionale de L'Altra Europa con Tsipras, che si terrà a Roma il 18 e 19 aprile 2015 (http://listatsipras.eu/l-assemblea.html) seguendo il regolamento pubblicato QUI.




Sarà il luogo in cui L'Altra Europa assumerà una forma democraticamente legittimata, completando così il percorso avviato a Bologna in gennaio.

L'assemblea nazionale sarà composta da delegati/e elette/i nelle assemblee provinciali che si terranno fra il 2 ed il 15 aprile

Il numero di delegati/e della nostra provincia sarà proporzionale a quanti/e risulteranno aver aderito al percorso costituente con riferimento al Comitato di Trieste.

Per risultare elettori/trici aderendo al percorso costituente è necessario compilare la scheda di adesione, o direttamente in rete:
O stampando e compilando il modulo Scheda di adesione.

Chi lo desidera può anche  sottoscrivere il manifesto "Siamo ad un Bivio": 

I moduli cartacei saranno raccolti su base provinciale. Per quanto riguarda la provincia di Trieste il modulo Scheda di adesione, stampato e compilato, si può scannerizzare ed inviare a triestepertrsipras@gmail.com; in alternativa si può scrivere a Luisa Barba, chiedendo di concordare una consegna diretta del modulo da compilare ed indicando il nome ed un numero di telefono.

Il nome del Comitato provinciale di riferimento da indicare nei moduli, elettronico o cartaceo, è semplicemente: TRIESTE. 



L'assemblea provinciale si terrà venerdì 10 aprile alle 18 alla Casa del popolo di Ponziana.

Arrivederci all'assemblea provinciale 


Trieste per Tsipras

domenica 1 febbraio 2015

conferenza stampa a Trento

il lungo percorso di dialogo e confronto politico avviato a Trento subito dopo le elezioni europee è stato fin qui fatico e difficile, con non pochi momenti di tensione, però ieri abbiamo raggiunto una tappa importante.


Abbiamo indetto una conferenza stampa per presentare ufficialmente il nostro manifesto, che abbiamo chiamato "manifesta per una sinistra unita in Trentino"

Ci hanno dedicato un buon servizio al tg regionale e articoli di giornale.



Vi mando in allegato il documento sottoscritto finora da trenta persone, ma anche da Azione Civile, Sel, Prc. e, stasera, ha comunicato la sua adesione Sinistra Lavoro del Trentino.

Certo, non è un documento perfetto e nemmeno bellissimo, ma è il frutto di lunghe negoziazioni e confronti, di nottate fino alle due, ma è la migliore negoziazione possibile

Da questo documento ricaveremo volantini da distribuire ed organizzeremo un'assemblea aperta alla cittadinanza per incrementare le sottoscrizioni.

Per ogni ambito d'azione politica individuato, abbiamo intenzione di organizzare gruppi di lavoro con associazioni e movimenti che lavorano nello specifico ambito. Sarà difficile coinvolgere l'associazionismo trentino, ma ci proveremo.

Tra gli allegati

https://sites.google.com/site/triestepertsipras/home/documenti/INTRODUZIONE_CONFSTAMPA_28.01.2015.pdf?attredirects=0&d=1

https://sites.google.com/site/triestepertsipras/home/documenti/UNMANIFESTOPERLASINISTRAUNITAINTRENTINODEF.pdf?attredirects=0&d=1

il testo "INTRODUZIONE_CONFSTAMPA_28.01.2015" E' un documento che è stato preparato in assemblea dove abbiamo condiviso tutto ciò che avremmo detto in conferenza e cercato di immaginare le domande delle/i giornaliste/i  per condividere le risposte


Buona serata
Antonia Romano - Trento